La signora delle 11

A cura di Pietro Chiatante

Santeramo - sabato 27 marzo 2021
Ornithogalum umbellatum
Ornithogalum umbellatum © Pietro Chiatante

Se ad inizio primavera, lungo il vostro peregrinare sulla Murgia doveste scorgere delle stelline bianche nei prati allora avrete fatto l'incontro con il latte di gallina, fiore dal nome decisamente singolare perché si sa... le galline non fanno latte. 

In floriterapia è conosciuto come stella di Betlemme; il dott. Edward Bach ne definisce le qualità in questo modo: “...il rimedio consolatore, che conforta l’anima e placa e mitiga il dolore e la preoccupazione...”.

L’ornithogalum umbellatum è una pianta bulbosa, il cui fiore hai i petali, anzi più correttamente i tepali, colorati di bianco con una venatura verde all'esterno. Ebbene sì, in questa pianta, così come in tutte le bulbose, i sepali, quelli del verticillo esterno che proteggono il bocciolo, e i petali, quelli che propriamente formano il bocciolo, sono identici tra loro, nella forma e nel colore, e per questo si chiamano tutti tepali. Lo scapo fiorale del latte di gallina rimane basso, al suolo, e probabilmente è proprio per la caratteristica di avere fiori bianchi e di vivere nei prati dove solitamente razzolano le galline che deriva il suo nome (dal greco Ornis = gallina e gala = latte). Oppure il nome potrebbe derivare dal lattice che fuoriesce dal fusto spezzato. 

Umbellatum, invece, allude all'ombrello in cui sono disposti i fiori. Fiorisce in marzo e aprile. In dialetto, in alcune località della Murgia, il bulbo è chiamato 'castagnedde'(piccola castagna) ma, non fatevi ingannare dal nome! È ritenuto tossico per il contenuto di alcaloidi e per questo non commestibile. 

Altra curiosità: per i francesi il fiore è chiamato "signora delle undici" in quanto i tepali si aprono alle ore 11, nel pieno della luce del giorno, e chiudono la sera o nelle giornate di cielo coperto.

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