Il caso

Doppia preferenza uomo-donna, il Governo si sostituisce alla Regione

L'annuncio del Ministro agli Affari Regionali Francesco Boccia: stasera riunione del Consiglio dei Ministri

Politica
Santeramo mercoledì 29 luglio 2020
di La Redazione
Il Ministro agli Affari Regionali, Francesco Boccia
Il Ministro agli Affari Regionali, Francesco Boccia © n.c.

Il Consiglio regionale non decide sulla doppia preferenza di genere? Ci pensa il Governo nazionale. Parola del Ministro agli Affari Regionali Francesco Boccia che ha annunciato che il caso sarà all'attenzione della riunione di stasera del Consiglio dei Ministri.

Dopo il nulla di fatto di stanotte, quando il Consiglio regionale si è dissolto per mancanza del numero legale durante la discussione sull’adeguamento della legge elettorale pugliese, la parola passa al Governo.

Consiglio dei ministri che è pronto a promulgare un decreto che approderà nella riunione prevista per stasera alle 20. Lo riferiscono le donne della “Rete per la Parità” e “DonneinQuota” che ieri hanno incontrato online il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia.

Sarebbe stato proprio il Ministro ad annunciare l’intervento del Governo che aveva già diffidato il parlamentino pugliese. Il decreto sarebbe già pronto – sostengono dalla Rete femminile - e riguarderà anche le altre Regioni inadempienti ovvero Calabria, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta.

«L’incontro con il Ministro ha fatto seguito alle nostre varie attività di pressione svolte da circa un decennio accanto alle coraggiose donne pugliesi, e, in particolare, in questi ultimi mesi, all’invio della lettera del 30 ottobre 2019 alla Ministra Bonetti e al ministro Boccia, con la quale abbiamo chiesto un loro intervento urgente affinché le Regioni ancora senza doppia preferenza si adeguassero prima di andare al voto» dichiara Donatella Martini, presidente di Donn0einQuota.

«Speriamo che l’azione congiunta della ministra alle Pari opportunità e del ministro agli Affari regionali e l’intervento dell’intero Governo pongano fine a questa penosa vicenda. In ogni caso andremo avanti anche se si dovesse prospettare un ricorso alla Corte costituzionale» annuncia Rosanna Oliva de Conciliis, presidente della Rete per la Parità.

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