Nei giorni scorsi Angiola aveva comunicato, tra le polemiche, l'addio al MoVimento

Fuga dal MoVimento. Angiola replica al M5S: «Non infangate la mia immagine»

Il deputato santermano, che ha recentemente abbandonato il M5S, ribatte alle accuse mosse dal M5S di Santeramo

Politica
Santeramo martedì 07 gennaio 2020
di La Redazione
Nunzio Angiola, ex deputato del MoVimento 5 Stelle
Nunzio Angiola, ex deputato del MoVimento 5 Stelle © n.d.

«Nelle scorse ore, gli attivisti del Movimento 5 Stelle di Santeramo hanno trasmesso un comunicato stampa col quale esprimono disappunto per la mia sofferta decisione di abbandonare il M5S. I ragazzi del Meetup 5 Stelle di Santeramo in Colle mi conoscono abbastanza per capire che non posso accettare l’utilizzo di parole come “mentire”, perché io non mento mai; scappare con il malloppo, perché io non scappo mai, e tantomeno questa volta e men che meno con un “malloppo”. Stanno facendo confusione di persone. Potevano limitarsi ad esprime vivo disappunto, senza farsi prendere dalla tentazione di infangare la mia immagine di professionista e politico, serio e onesto».

Inizia così un lungo comunicato, pervenuto in Redazione, a firma di Nunzio Angiola, deputato santermano ed ex appartenente al gruppo politico del MoVimento 5 Stelle.

Negli ultimi giorni il nome di Angiola ha destato molto scalpore a livello nazionale, al pari di altri suoi colleghi del MoVimento 5 Stelle, per aver abbandonato polemicamente il movimento politico aderendo al gruppo Misto della Camera dei Deputati.

La notizia dell’abbandono di Angiola, confermata successivamente dallo stesso deputato, era già stata preannunciata da SanteramoLive.it in un nostro articolo apparso circa 24h prima che lo stesso deputato pentastellato preannunciasse la fuoriuscita dal gruppo.

Angiola dunque decide di rispondere al duro j’accuseduro j’accuse che ieri gli attivisti locali pentastellati avevano indirizzato alla sua persona additandolo di aver “mentito” e di esser scappato con il “malloppo” (su Angiola pende la polemica di non aver provveduto nei mesi scorsi a restituire parte delle indennità così come sancito dal codice etico del MoVimento).

«Vi spiegherò – afferma il deputato santermano nella nota inviata in Redazione - le ragioni, sperando che sia l’ultima volta che mi costringono a rispondere a provocazioni di questo tipo».

«Il mio malessere – afferma Angiola riguardo all’accusa di aver mentito - viene da molto lontano ed ho rappresentato tutto ai vertici del Movimento e nei miei post su facebook. Di recente, come più volte preannunciato ho dichiarato che avrei dato il mio voto di fiducia a Giuseppe Conte (il giudizio su Conte resta comunque sospeso!), ma non avrei votato la Legge di Bilancio. Nell’esprimere il mio disappunto ho detto che me ne sarei potuto tranquillamente ritornare all’Università, senza assumere alcun impegno in tal senso. Gli attivisti 5 Stelle di Santeramo che in queste ore, visto il mio abbandono, ritengono che io debba dimettermi, mi stanno chiedendo di sacrificare due anni della mia vita, senza che io sia riuscito a realizzare niente di quanto concordato. Se decidessi di ritornarmene all’Università, dovrei constatare di avere perso tempo ed energie. Dovrei rinunciare a dare un contributo politico per la gente del Collegio, mentre al contrario il Movimento manterrebbe la posizione di prima forza politica che io e tanti altri professionisti come me abbiamo contribuito, senza ombra di dubbio, a costruire, mettendoci la faccia quando la nostra elezione era solo un vago miraggio (sì, un miraggio, perché se così non fosse stato, il buon Di Maio avrebbe chiamato gli attivisti a candidarsi negli uninominali. In quella fase, fummo visti come “agnelli sacrificali”)».

«In questo caso, gli attivisti fingono di non aver letto le profonde motivazioni del mio dissenso politico. Non credo che mai nessuno di tutti quelli che finora hanno abbandonato il M5S abbia usato parole più dure delle mie: ho parlato di “compressione delle prerogative parlamentari”, di “chiusura pregiudiziale”, di “granitiche convinzioni” dei vertici, di “provvedimenti incostituzionali che, nella mia qualità di professore ordinario nell’Università, non potevo assolutamente accettare”, di “approccio ideologico anti-industrialista e più in generale contro lo sviluppo economico”, di “scarsa collegialità e scarsa attenzione ai singoli parlamentari, sia come persone sia come professionisti”, ecc. ecc. Non scappo, mi allontano, perché come ha detto oggi a Repubblica l’ex ministro Fioramonti “nel M5S o stai zitto oppure esci”» - risponde Angiola agli attivisti pentastellati santermani riguardo all’accusa di esser scappato.

«Con questa affermazione – scrive Angiola riguardo alla presunta fuga con il “malloppo” - gli amici dei 5 Stelle di Santeramo, mi dispiace devo dirlo, sfiorano il ridicolo. Gli attivisti fanno riferimento alle restituzioni che i parlamentari 5 Stelle liberamente e senza alcun obbligo di legge, si impegnano a versare al Movimento, pari a 2.000 euro mensili. Preciso che finché ho versato sono stato tra i più solerti a farlo, mentre da sempre ministri, sottosegretari, componenti dei direttivi, capigruppo e presidenti di commissione del M5S hanno tardato e talvolta tuttora tardano a versare, molto di più dei pochissimi mesi che nel mio caso mancavano all’appello. Numerosi parlamentari non hanno più restituito da quando è cambiato il metodo di restituzione, cioè è stato fatto un conto privato su cui andavano i nostri soldi. Su questo abbiamo chiesto chiarezza ma non c’è stata data».

«Ma adesso sono fuori dal Movimento e, piaccia o non piaccia, non intendo versare più nulla! Preferisco – commenta il deputato ex M5S - destinare tali somme al mio territorio e per questo mi impegno a destinare i fondi mancanti, pari a circa 13.000 euro, ad iniziative culturali e benefiche sul territorio del Collegio murgiano, a partire dal finanziamento del promettentissimo scavo archeologico della “Grotta dei Culti” nell’agro di Santeramo in Colle, come da intese con la soprintendenza archeologica di Bari. Mi farò anche carico, insieme alla locale proloco, di riportare alla fruizione turistica il meraviglioso presepe in tufo, un autentico capolavoro realizzato dall’artista Armando Mele prematuramente scomparso il primo gennaio 2020. Renderò conto a tutta la comunità di questo mio impegno. Restituirò alla mia gente queste somme, perché a loro appartengono».

Nelle ore successive alla notizia, infatti, lo stesso deputato aveva – sulla propria pagina Facebook – dettagliatamente specificato le motivazioni che l’avevano portato ad abbandonare i “grillini” e come avrebbe gestito le eventuali restituzioni

«Parlare di fuga col malloppo – si legge a margine della lunga nota pervenuta in Redazione - per uno come me che non arriva in Parlamento con reddito zero e che non ha visto crescere il proprio reddito grazie al mandato elettorale, ma che al contrario guadagnava di più prima di arrivare in Parlamento, è semplicemente offensivo e diffamatorio. Io ci ho perso, andando in parlamento! Come si può desumere andando a visitare il sito della Camera dei Deputati, il mio reddito si contrae di circa il 20%, tra il 2018 e il 2017. Leggete anche le dichiarazioni degli altri parlamentari. Allora cari attivisti, ma di che malloppo state parlando! Io non sono andato in parlamento per arricchirmi».

«Vorrei rassicurare i cittadini e i sindaci del Collegio elettorale. Il mio servizio al Paese, al territorio murgiano e all’università non si ferma qui, e non si fermerà mai. Il mio impegno continuerà – in modo più determinato e incisivo – come parlamentare della Repubblica Italiana, nel Gruppo Misto».

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