La discussione sul tema è avvenuta ieri nella Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati

Vaccini, l'on. Angiola al Governo: «Priorità per malati rari e loro caregiver»

Con un'interrogazione il deputato santeramano chiedeva l'accesso al documento che identifica i codici di malattia rara prioritari. Il deputato: "Per ora risposta deludente da parte del Ministero"

Politica
Santeramo venerdì 16 aprile 2021
di La Redazione
Nunzio Angiola, deputato del gruppo Misto (Azione)
Nunzio Angiola, deputato del gruppo Misto (Azione) © n.d.

Si è svolta ieri, nella giornata di ieri, la seduta della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati nella quale si è affrontata l’interrogazione a risposta immediata presentata dagli On. Bologna e Angiola (Misto-Azione) dedicata al tema della priorità vaccinale per i malati rari, le persone con disabilità e i loro caregiver.

A riportare la notizia è la testata giornalistica Osservatorio Malattie Rare. 

Durante l’interrogazione, disponibile in versione integrale su Facebook, Angiola ha ribadito la necessità della priorità vaccinale ai malati rari ad alta complessità di cura e ai loro caregivers, al di là dei codici di esenzione. Il deputato santermano ha ricordato la necessità del coinvolgimento dei centri di riferimento per le malattie rare, ove presenti.

«Ove non siano presenti i centri di riferimento - prosegue l'interrogazione - è opportuno che chiunque venga indicato per la presa in carico vaccinale sul territorio di residenza del malato raro si confronti con il centro di riferimento della malattia rara presente eventualmente in altra regione o Nazione, oppure con il coordinamento regionale malattie rare della propria regione».

Angiola ha ribadito inoltre la necessità, più volte espressa da più di 50 associazioni di pazienti, di ottenere trasparenza da parte delle istituzioni e di poter prendere visione del documento redatto dal «Tavolo interregionale malattie rare» sulle priorità vaccinali. “È disdicevole – ha dichiarato Angiola – che le loro richieste sul documento non abbiano ottenuto risposta”.  Documento che, lo ricordiamo, è stato reso noto solo da alcune regioni e pubblicato da Osservatorio Malattie Rare. Il documento ufficiale, così come licenziato dal Tavolo tecnico, non è disponibile pubblicamente da nessuna parte.

La risposta del sottosegretario Costa -come si legge su Osservatorio Malattie rare - si è sostanzialmente limitata a citare le priorità vaccinali così come stabilito dalle Raccomandazioni ad Interim e dalla recente Ordinanza del Commissario straordinario Figliuolo. Costa ha raccolto la sollecitazione alla trasparenza, ma il documento non è stato reso disponibile durante l'interrogazione.

«Una risposta deludente da parte del Ministro alla mia interrogazione – scrive Angiola sul profilo ufficiale Facebook, grazie al quale ha reso pubblica l'intera interrogazione - che denota superficialità nell’approfondimento degli argomenti da noi sottoposti. Prendiamo comunque atto dell'impegno assunto e rimaniamo fiduciosi di ricevere i verbali del "Tavolo interregionale sulle malattie rare" per capire come sono state decise le famiglie di malattie rare da ammettere alla priorità vaccinale e fare delle controproposte».

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I commenti degli utenti
  • Un cittadino ha scritto il 17 aprile 2021 alle 18:02 :

    Ancora troppe chiacchiere sui caregiver. Sono anni che se ne parla.Di fatto però non vediamo un riconoscimento economico a coloro che alleggeriscono ogni giorno il peso del sistema sanitario per non parlare dei servizi sociali. Gente che continua a prendersi cura a proprie spese e sacrificando la vita personale e professionale per assistere anziani o disabili in famiglia piuttosto che metterli in struttura o lasciarli "deperire" in solitudine. Soprattutto ora che non si ha neanche più un medico di famiglia su cui contare visti come sono stati sovraccaricati di altre questioni che non hanno il tempo di rispondere al telefono o visitare un paziente. Rispondi a Un cittadino

  • Un altro cittadino ha scritto il 17 aprile 2021 alle 10:29 :

    Che fine hanno fatto le dosi di vaccino non somministrate a inizio marzo al personale scolastico con patologie e a cui i medici somministratori degli hub avevano detto che li avrebbero richiamati per fare il vaccino in ospedale per maggiore sicurezza? Questa gente aveva già consegnato le dichiarazioni firmate anche se il vaccino non l'hanno ancora avuto! Ci auguriamo che non sia finito (come accaduto per la categoria disabili) a chi non aveva diritto prioritario ma soprattutto speriamo che si provveda a vaccinare questo personale che continua a lavorare a contatto diretto con utenza a rischio. Rispondi a Un altro cittadino

  • Nicola dimauro ha scritto il 16 aprile 2021 alle 13:34 :

    Perche ' il vaccino influenzale lo fanno i medici di base , mentre il vaccino per il covid no .Come mai ?perche' il ministro della salute non gestisce lui la situazioni ma incarica commissari . Almeno se non sa gestire la situazione prova a copiare da altre nazioni virtuose come Israele e Regno Unito .E' poi queste sono le consequenze ritardi nelle vaccinazioni Rispondi a Nicola dimauro

  • Lassandro Nicola ha scritto il 16 aprile 2021 alle 08:06 :

    È un obbrobio per il governo che ancora oggi si stia discutendo come e dove vaccinare le persone con malattie rare e i loro assistenti. Le associazioni delle malattie rare non hanno una presenza capillare su tutto il territorio nazionale. È quasi impossibile rintracciare tutte queste persone, molti di loro si spostano in altre regioni per ricevere le terapie adeguate, le quali spesso sono ancora sperimentali. Mi chiedo come si fa a non incaricare i medici di base, i quali conosco bene i loro assistiti e arriverebbero a vaccinarli in brevissimo tempo? I medici di base fanno parte del servizio sanitario nazionale e non ci sarebbe neanche il bisogno di chiedergli il consenso. Ma perché le attività semplici si devono complicare in questo modo? Rispondi a Lassandro Nicola

    Un cittadino ha scritto il 17 aprile 2021 alle 10:21 :

    Perfettamente d'accordo. Il medico specialista conosce la patologia specifica ma il medico di base ha il quadro completo di ogni paziente. Chi meglio di lui può richiedere le dosi e tipologie di vaccino in quantità idonea alla propria utenza? E se per ragioni di sicurezza occorre somministrare il vaccino in "ambiente protetto" (ospedale) deve poter bastare rivolgersi in ospedale con dichiarazione del medico di famiglia. Assurdo riempire le teste dei cittadini di tante notizie contrastanti che portano alla confusione e a girare come trottole da un interlocutore all'altro e alla fine, nel dubbio informativo, a rifiutare il vaccino anche se si è prenotati. Rispondi a Un cittadino