Le mascherine che sta producendo non sono un dispositivo medico che assicura una totale protezione

Coronavirus, dall'idea di una sarta santermana 2000 mascherine con il contributo della Natuzzi

L'idea è di Rosa Giampetruzzi, donna attiva nel sociale e presidente di "Una Rosa per Carmela". A contribuire alla sua idea anche la Natuzzi

Cronaca
Santeramo domenica 15 marzo 2020
di La Redazione
Rosa Giampetruzzi al lavoro nella produzione delle mascherine
Rosa Giampetruzzi al lavoro nella produzione delle mascherine © n.d.

Per far fronte alla carenza di mascherine protettive c’è chi, alla lamentala – spesso a mezzo social – sta rispondendo con i fatti.

Quella che vi raccontiamo è l’idea di Rosa Giampetruzzi, santermana, che ha pensato di realizzare 2000 mascherine con le con le sue mani e donarle a chi ne ha bisogno.

A riportare la notizia, quest’oggi, è la Gazzetta del Mezzogiorno.

Rosa, donna attiva nel sociale nonché fondatrice e presidente dell’associazione “Una rosa blu per Carmela (che aiuta pazienti oncologici nel duro cammino della malattia), opera come volontaria presso il Miulli di Acquaviva e, nella vita, lavora come cucitrice presso la Natuzzi, azienda leader nella produzione di mobili imbottiti di Santeramo.

«Alla fine, quello che mi sono chiesta è: cosa posso fare concretamente per fronteggiare questa emergenza? Cosa so fare? La risposta è stata: cucire. Devo confezionare mascherine protettive, ormai introvabili oppure con prezzi da capogiro. Ad inizio settimana ho realizzato il primo prototipo di mascherina in cotone che può contenere il rischio di contagio, si può lavare in lavatrice e riutilizzare».

Rosa, quindi, ha pensato di coinvolgere in questa idea Pasquale Natuzzi, il presidente dell’azienda dove lei lavora.

«Il presidente ha accolto subito la mia richiesta mettendomi subito a disposizione il materiale. Abbiamo già avviato la produzione. Con 100 metri di tessuto potremo realizzare circa 2000 mascherine. Ho poi contattato il commissario della sede Cri di Santeramo Maria Angiola. Insieme ora ci stiamo occupando della realizzazione e successivamente della distribuzione».

Rosa, però, fa una giusta precisazione.

Le mascherine che sta producendo - e che saranno donate gratuitamente alla popolazione - non sono un dispositivo medico e non assicurano una totale protezione contro il virus.

«E’ importante - ribadisce Rosa Giampetruzzi - restare a casa e rispettare il DCPM riguardanti le misure per il contrasto e il contenimento del rischio di contagio e diffusione del virus».

«Per meglio garantire un livello di protezione, seppur minimo, consiglio di utilizza una garza da posizionare su bocca naso e poi indossare la mascherina. Successivamente bisognerà buttare la garza e lavare e sterilizzare la mascherina prima di riutilizzarla. Questa mascherina non dà un “super potere”».

Riportando questa bellissima testimonianza, che ci rende ancora più fieri di essere santermani, ribadiamo - per tutti - la necessità di evitare il più possibile di uscire fuori di casa e di farlo solo per necessità (lavoro, spesa, necessità di cure mediche).
Ricordiamo che, per gli over 65enni, è disponibile il servizio di consegna a domiclio dei farmaci grazie al contributo della Croce Rossa Italiana (basta chiamare il num. 800 065510, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7). Ricordiamo inoltre a tutti la presenza di diversi servizi di consegna a domicilio di viveri e alimenti da parte di molte attività santermane.

Un’idea simile, attualmente, è in corso anche a Bitonto.

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I commenti degli utenti
  • Domenica Manicone ha scritto il 25 marzo 2020 alle 17:28 :

    Come posso contattarla per le mascherine!...io e mio marito ci occupiamo di mia madre malata oncologica..e vorremmo delle mascherine per tutelare ei Rispondi a Domenica Manicone

  • Io e tu ha scritto il 16 marzo 2020 alle 15:27 :

    Asl dice che le mascherine di cotone non danno nessuna protezione Rispondi a Io e tu