Operazione dei Carabinieri di Acquaviva

Arrestati tre baresi per furto aggravato e furto in abitazione in concorso

I fatti risalgono al 28 novembre 2017 quanto furono fermati dai carabinieri di Acquaviva

Cronaca
Santeramo martedì 09 ottobre 2018
di La Redazione
Furto in casa, ladri
Furto in casa, ladri © n.c.

Arrestati tre baresi con l’accusa di furto aggravato e furto in abitazione in concorso. I tre furono fermati dai carabinieri di Acquaviva delle Fonti il 28 novembre 2017 per furto su auto e tentato furto in appartamento.

Secondo le accuse della Procura di Bari, i tre scassinavano le portiere delle auto in sosta al parcheggio antistante l’Ospedale Regionale Miulli per impossessarsi delle chiavi delle abitazioni per poi svaligiarle.

Si tratta di A.F. 33enne, G.B 31enne e D.I. 55enne, tutti con numerosi trascorsi penali.

Il 28 novembre 2017, i tre dopo aver forzato la portiera di una Fiat Panda di proprietà di un imprenditore della provincia di Matera, recatosi presso il Presidio Ospedaliero per delle visite, si impossessarono del mazzo di chiavi dell’abitazione e del telecomando per disattivare l’allarme, lasciati incautamente nel portaoggetti e, dopo aver carpito l’indirizzo di residenza, leggendolo sul libretto di circolazione, si recarono a casa della vittima utilizzando l’autovettura in loro uso. In particolare uno dei componenti della banda rimase sul posto per monitorare i movimenti del proprietario della Panda ed eventualmente avvisare i correi del suo rientro, mentre gli altri due raggiungevano l’obiettivo per commettere il furto in abitazione.

Ma la pianificazione del colpo subì una brusca interruzione allorquando una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Acquaviva delle Fonti fermò i due ladri sulla S.P. 127 per Santeramo. Nell’auto dei due malfattori (G.B. e D.I.) i militari trovarono attrezzi per lo scasso, berretti con visiera, guanti, il mazzo di chiavi della vittima e, particolare fondamentale, un navigatore del tipo “Tom-tom” con l’indirizzo della vittima già impostato. Immediatamente anche il palo A.F. venne bloccato e condotto in caserma.

Oggi, due degli accusati sono stati rintracciati presso le loro abitazioni diresidenza e portati in carcere a Bari. Al terzo, invece, il

provvedimento è stato notificato presso il carcere di Lecce, dove si

trova già recluso per altra causa.

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