A denunciare l’accaduto è la stessa associazione con un post sulla loro pagina Facebook

Incivili all'opera: rubate piantine della Fondazione Div.ergo in Piazzetta San Gaspare del Bufalo

La Fondazione - che da anni promuove forme di inclusione sociale a vantaggio di giovani con diversa abilità mentale - si prende cura dell’area a verde pubblico nei pressi del plesso “Hero Paradiso” del I circolo didattico

Cronaca
Santeramo venerdì 04 giugno 2021
di La Redazione
I ragazzi della Fondazione Div.ergo mentre si prendono cura della piazzetta
I ragazzi della Fondazione Div.ergo mentre si prendono cura della piazzetta © Div.ergo

Raccontare le gesta ed atti eroici, da sempre (specie nella letteratura), è sempre stato qualcosa di utile da tramandare ai posteri.
Si pensi, per esempio, ai caduti delle Guerre Mondiali o chi ha sacrificato la propria vita per il bene comune.

Le gesta di cui, invece, oggi vi parleremo hanno ben poco di eroico ma rappresentano pur sempre un atto “eroico” ma molto sui generis.

Apprendiamo con sgomento e stupore di un vile gesto – siamo fin troppo buoni a definirlo tale – che ha portato alcuni “eroici” cittadini a rubare, udite udite, delle semplici piantine di rosmarino.

Immaginiamo che, in tanti, si domanderanno: “Possibile che SanteramoLive.it si scomodi per un atto di così poco conto?”.

Ebbene si.

Lo facciamo perché, le gesta di cui sopra, colpiscono l’intera comunità e l’operato di volontari – come quelli della Fondazione Div.ergo Santeramo – impegnati da anni in una bellissima opera di inclusione sociale a vantaggio di giovani con diversa abilità mentale. A denunciare l’accaduto è la stessa associazione con un post sulla propria pagina Facebook.

Come è noto, infatti, la Fondazione in questione – che promuove nella nostra cittadina l’omonima bottega creativa e l’esperienza dei gruppi Ashrè si prende cura (con le sole proprie forze) dell’area a verde pubblico della piazzetta San Gaspare del Bufalo nei pressi del plesso “Hero Paradiso” del I circolo didattico.

Nel dicembre 2020, infatti, i volontari e i valenti artisti della bottega hanno adottato (partecipando al bando comunale “Adozione Aree Verdi”) l’area con l’obiettivo non solo di prendersene cura ma anche promuovendola come spazio di inclusione sociale.

L’iniziativa era stata, nei giorni scorsi, anche omaggiata dall’amministrazione comunale con una pergamena.

Chiedersi il perché di un gesto simile è veramente uno sforzo mentale che non vogliamo sopportare.

Denunciare la mancanza di rispetto non solo per la “cosa pubblica” ma anche per l’operato di questi ragazzi supportati da questa associazione è un atto dovuto.

Deturpare, rubare sono atti ignobili sempre e comunque a maggior ragione, poi, quando gli effetti di queste sconsiderate azioni si ripercuotono su persone indifese che meritano l’attenzione della comunità tutta e i cui semplici gesti, come prendersi cura di uno spazio pubblico o di aver piantumato una semplice piantina, sono atti nobili che contribuiscono ad elevare il grado di appartenenza ad una comunità proprio perchè portati avanti da ragazzi speciali.

Ribadire che “la madre dei cretini sia sempre incinta” forse è poco come anche provare solo tanta ma veramente tanta vergogna per gli autori di questa mirabolanti “gesta”.

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Patrizia Falcone ha scritto il 05 giugno 2021 alle 10:42 :

    Che vergogna!!! A troppi manca proprio il senso del pubblico e della solidarietà! FORZA RAGAZZI! NON ARRENDETEVI di fronte a questi atti ignobili.. Ripiantate il rosmarino.. Chi la dura, la vince! Noi tutti siamo con voi.. Rispondi a Patrizia Falcone

  • Panzarea Michele ha scritto il 05 giugno 2021 alle 08:20 :

    Non ci sono parole per classificare gli autori di questo gesto. Sono veramente dei vigliacchi senza cervello che andrebbero isolati dalla comunità. Se hanno un briciolo di buon senso devono restituire ciò che hanno rubato altrimenti si suicidassero che è meglio. Queste cose succedono solo da noi perché le leggi non sono severe con chi commette dei simili abusi. Vergognatevi Rispondi a Panzarea Michele