Il videoclip

​Il "viaggio" in camper di Silvia Rita, dalla Puglia a Granada

Ieri mattina è uscito il secondo singolo della cantante coratina, "Son caduta anch'io"

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Santeramo martedì 09 aprile 2019
Silvia Rita
Silvia Rita © Angapp Music

Le porte del camper, schiudendosi, lasciano il posto ad un ampio giaciglio e una tastiera, illuminate a malapena da una luce soffusa. Qui Silvia Rita si sente a suo agio, nell'intimità ricreata anche lontano da casa e può comporre, scrivere, cantare e lasciar liberi i suoi pensieri.

Comincia così il videoclip del secondo singolo della giovane cantante coratina, “Son caduta anch’io” (ascoltalo qui), prodotto da Angapp Music e lanciato ieri mattina. «Il camper rappresenta il mio spazio interiore – racconta – quello che cerco quando ho bisogno di sfogarmi e ritrovare me stessa. Il mio porto sicuro dove riesco a riprendere fiato». Anche la luce ha una funzione ispiratrice. «Deve essere soffusa, crepuscolare. Marco Cannillo che ha girato il video, ha saputo rendere alla perfezione i colori che amo».

Uno spazio ricostruito a Corato, la sua città natale, a Forlì dove studia e a Granada, in Spagna dove sta facendo l’Erasmus. «Mi basta la mia tastiera, il computer, il mio quadernetto dove appunto i testi, una matita e delle cuffie. Serve solo questo e potrei scrivere in qualsiasi parte del mondo».

A Granada la tastiera è arrivata un mese fa, gliel'hanno spedita mamma e papà. «Era quello che mi mancava». Nella splendida città spagnola, intrisa di influenze arabe, Silvia è andata alla ricerca di altri luoghi dove lasciarsi toccare dalla musica. «Un pomeriggio, all'imbrunire, sono andata al mirador di San Nicolas, un belvedere sempre affollato dai turisti ma quel giorno stranamente deserto. Eravamo in tre: io, una mia amica e un ragazzo che suonava la chitarra. È stato un momento intimo e bello».

Dopo due mesi da “Non lo so dire”, la canzone d’esordio, è arrivata “Son caduta anch'io”. «La seconda è conseguenza della prima – spiega Silvia – Ho scritto “Non lo so dire” per raccontare la difficoltà a tirar fuori le mie emozioni. In “Son caduta anch’io” la parte più impulsiva di me ha preso il sopravvento e Silvia è riuscita a dire qualcosa». Il titolo richiama l’amore ma non è il solo significato che Silvia Rita vuole attribuire alla canzone. «Voglio che chi ascolti questo brano scelga di interpretarlo come vuole».

Musicalmente il secondo singolo si avvicina al mondo delle colonne sonore. «Mi sono ispirata a Danny Elfman (autore di numerose soundtrack per Tim Burton ndr) e alcuni movimenti armonici derivano dallo studio sulle sue tessiture sonore. “Son caduta anch'io” resta pur sempre una canzone semplice, forma alla quale sono molto legata e alla quale vorrei dare un personale valore aggiunto».

Nel suo “camper” continua a scrivere, anche a Granada. «Ho in mente tante cose. Con questi due pezzi ho chiuso un capitolo, forse ci sarà spazio per una terza canzone». Il quadernetto si riempie di parole e accordi che sgorgano, confortati dall'ambiente intimo ed essenziale costruito in ogni tappa del suo viaggio. Un viaggio che la porterà lontano.

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