Data del possibile avvio della sperimentazione è il prossimo 5 giugno

App "Immuni", la Puglia tra le regioni selezionate per la sperimentazione

A confermarlo è il prof. Pier Luigi Lopalco, dirigente del coordinamento per le emergenze epidemiologiche della Regione Puglia

Attualità
Santeramo mercoledì 27 maggio 2020
di La Redazione
Schermate dell'App
Schermate dell'App "Immuni" © n. c.

La Puglia sarà tra le prime regioni di Italia a sperimentare la app “Immuni”.

“Immuni”, infatti, è l’app di contact tracing scelta dal Governo per avviare un controllo sulla diffusione del Covid-19 e che sarà disponibile sia per dispositivi iOS che Android

L’app partirà in via sperimentale in 3 regioni italiane:una del nord, una del centro, una del sud. Lo hanno confermato fonti del ministero della Salute. Data del possibile avvio della sperimentazione è il prossimo 5 giugno. Le altre due regioni presumibilmente dovrebbero essere Liguria e Abruzzo.

Prima del rilascio deve ancora arrivare l'ok da parte del Garante della Privacy sulla Dpia, la valutazione dell'impatto sulla protezione dei dati da parte del ministero della Salute, titolare del trattamento dei dati: "I titolari sono infatti tenuti non soltanto a garantire l’osservanza delle disposizioni del regolamento, ma anche a dimostrare adeguatamente in che modo garantiscono tale osservanza", recita il Gdpr, il regolamento europeo sulla protezione dei dati.

Immuni sarà rilasciata in tutta Italia una decina di giorni dopo il periodo di prova, anche se al momento nessuno si sbilancia sulle date, che dovranno tenere conto del periodo di sperimentazione dell'app.

«Potrà essere uno strumento - spiega il prof. Pier Luigi Lopalco, dirigente del coordinamento per le emergenze epidemiologiche della Regione Puglia - a supporto delle attività di contact tracing svolte quotidianamente dai Dipartimenti di Prevenzione nella lotta all’epidemia da Covid 19».

«Ci hanno comunicato – continua Lopalco - che per poter prendere il via, le funzionalità della app sono state sottoposte a una valutazione da parte del Garante della Privacy. La tecnologia utilizzata non consentirà in alcun modo di risalire ad informazioni sensibili dell’utilizzatore e per questo motivo è stata anche esclusa la funzionalità di localizzazione geografica».

«Nel futuro, un soggetto che risultasse positivo al tampone, sarà contattato dal medico di riferimento e, se ha scaricato la App, invitato a segnalare la positività sul sistema. In quello stesso istante, partirà un messaggio a tutti i possibili contatti avvenuti nei giorni precedenti, che saranno invitati a rivolgersi al sistema sanitario per le valutazioni del caso».

Intanto, arrivano ad associazioni di consumatori segnalazioni degli utenti che denunciano la presunta "attivazione automatica" su smartphone con sistema operativo Android, di "servizi legati al Covid-19". Ma non si tratta dell'app ufficiale Immuni e gli esperti di cybersecurity sono già al lavoro per cercare di chiarire la questione.

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