Pare esser già iniziata la "conta" tra quelle che sono le attività locali che non ripartiranno

Crisi attività, il gruppo "RipartIVA": «Amministrazione comunale sorda»

Questo è il grido lanciato dal gruppo locale cui fanno capo 135 attività commerciali locali

Attualità
Santeramo martedì 26 maggio 2020
di La Redazione
Negozio chiuso
Negozio chiuso © n.c.

Emergenza epidemiologica e crisi economica.

Sono queste, in sintesi, le keywords che hanno rappresentato questi ultimi mesi.
La prima, sicuramente collegata alla cosiddetta “Fase 1” ovvero alla riduzione del numero di contagi mediante il cosiddetto lockdown, mentre la seconda che sta parzialmente caratterizzando la “Fase 2” ovvero la ripresa delle attività, in primis quelle lavorative.

In molti sapevano che chiusura forzata per oltre 2 mesi e mezzo avrebbe decretato la possibile “morte” per alcune attività commerciali, artigianali o imprenditoriali in quanto – per dimensioni – meno capace di sopportare il peso di una chiusura.

Nei mesi scorsi, infatti, diversi sono stati i “gridi d’allarme” lanciati dalle associazioni di categoria per far sì che la ripresa potesse essere, se non “indolore”, quanto più attutita dagli effetti della chiusura.

Negli ultimi giorni, inoltre, molto si era diffusa la voce di una missiva indirizzata dal popolo delle “Partite Iva” di Santeramo all’amministrazione comunale per chiedere un’azione incisiva prima della ripartenza così come agevolazioni fiscali. Nel frattempo, nelle ultime ore, pare esser già iniziata la "conta" tra quelle che sono le attività locali che non ripartiranno.

A porre quindi l’accento sullo stato delle aziende santermane è il gruppo “RipartIVA” di Santeramo (cui fanno riferimento circa 135 attività santermane) con una nota pervenuta in Redazione.

«A causa del coronavirus molte aziende santeramane sono in difficoltà. Questo evento imprendibilmente catastrofico ha posto gli imprenditori nella condizione di decidere se continuare ad esercitare la loro attività o chiudere definitivamente» -scrive il gruppo nella nota inviata in Redazione

«Infatti, il virus non ha fatto altro che intensificare i sintoni di una malattia già persistente nel nostro paese. In veste di imprenditori e di persone, abbiamo accettato tutte le imposizioni statale fermando l’economia del paese e delle nostre famiglie. Quindi il sig. Sindaco di Santeramo in Colle, Fabrizio Baldassarre, ha fatto le stories, le dirette su facebook, i comunicati ufficiali o altro e noi lo abbiamo ascoltato. A malincuore abbiamo tirato giù la saracinesca» - scrive il gruppo nella nota.

«Ma ora lo stato ci dà la possibilità di ripartire però contando sempre e solo su noi stessi. E allora a che serve uno stato, a che serve un sindaco se quando arriva il momento di sollevare le sorti del suo paese, di tutta la compagine economica di Santeramo in Colle si da assente? È come un padre che voltale spalle a suo figlio!».

Il gruppo “RipartIVA” ribadisce quanto detto poc’anzi ovvero di aver presentato «un’istanza, chiedendo l'esenzione dalla Tari dalla Tosap e di altre tasse comunali, (che il Sindaco poteva sopprimere avendone il potere), I‘hanno firmata, riconoscendone il contenuto, l'hanno protocollata e depositata presso il comune di Santeramo chiedendo un incontro col Sindaco».

Un incontro che – come ricorda il gruppo “RipartIVA” – si sarebbe svolto (vi era anche stata la possibilità che tale incontro si svolgesse in diretta streaming sulla pagina Facebook di SanteramoLive.it ndr) ma che in realtà non si è mai verificato.

«All'ultimo minuto, quando pensavamo di poter interagire con il più alto esponente del nostro Paese, con colui che come un padre avrebbe dovuto ascoltare i suoi 135 figli, costui comunica che non si presenterà. Il motivo ancora non lo sappiamo. Abbiamo fatto un'ulteriore richiesta di confronto? Certo, abbiamo inviato una pec con la quale si chiedevamo nuovamente al Sindaco di interagire con alcuni di noi ma non ha risposto».

«Queste 135 società di Santeramo non meritano di essere ascoltate, non meritano un interessamento da parte del Sindaco. Attività santermane che non hanno voce e che per lui non esistono e allora perché dovrebbero pagare le sue tasse. Ma tanto lo conosciamo. Il sindaco dirà che aveva un impegno, che non gli era stato comunicato, o meglio che ha tenuto incontri con alcuni esponenti di categoria (un barista, una parrucchiera, un fornaio). Persone che, quantunque svolgano la propria attività con amore non sanno cosa in realtà il Sindaco può fare e forse non in grado di reggere il confronto con chi, come una vecchia volpe, approfitta delle lacune altrui».

«Abbiamo chiesto un confronto costruttivo, ma ad oggi – lamenta il Gruppo - ancora non ci è data risposta. 135 attività sperano in un comportamento attivo del Comune, 135 attività non sanno se resteranno aperte fino a fine anno, 135 famiglie stanno rischiando di perdere il lavoro di una vita e il sostegno per le famiglie loro è dei propri dipendenti».

«E in tutto ciò – si legge a margine della nota - il Signor Sindaco tace, dorme sui suoi cuscini, si piazza davanti al pc, nella sua cameretta o in quella dei figli, con alle spalle le foto dei propri parenti, predica bene ma razzola male».

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