Malgrado l’emergenza, quest’oggi, è stata allestita una piccola festa – nel rispetto di tutte le normative anti-Covid - da parte degli operatori della RSSA di Santeramo

Compiere 100anni ai tempi del Covid: una piccola festa oggi alla Casa di Riposo

​Sicuramente sarà stato un compleanno indimenticabile quello festeggiato da Isa Fiorino (nata Massaro) che, quest’oggi, presso la casa di riposo “Simone-Calabrese” di Santeramo ha raggiunto il raggiungimento di 100 anni d’età

Attualità
Santeramo sabato 23 maggio 2020
di La Redazione
Isa Fiorino (nata Massaro)
Isa Fiorino (nata Massaro) © Coop "Con Noi"

Sicuramente sarà stato un compleanno indimenticabile quello festeggiato da Isa Fiorino (nata Massaro) che, quest’oggi, presso la casa di riposo “Simone-Calabrese” di Santeramo ha raggiunto i 100 anni d’età.

L’emozione per il traguardo raggiunto si è sicuramente mixato con la particolarità della situazione dovuta all’emergenza Covid-19.

Isa Fiorino, nata il 20 maggio 1920 è originaria di Gioia del Colle.

«Provengo da una famiglia modesta, mio padre falegname e conciatore pelli, uno dei primi a Gioia, mia madre casalinga, perché mio padre non ha voluto che lavorasse. Ho due sorelle e due fratelli, Vittoria è stata direttrice della USL, Mariarosaria casalinga, Nino capitano di marina e Filippo impiegato dell’ufficio delle tasse. Mio padre ci teneva molto alla nostra istruzione scolastica. Io ho studiato fino alla terza media. Mio padre era molto geloso di noi figlie femmine» - dichiara alla nostra Redazione.

«Ho trascorso la mia fanciullezza in maniera molto serena, nonostante all’epoca ci fosse la guerra, infatti a gioia c’erano i tedeschi che sparavano. Mio padre non voleva che noi uscissimo di casa, potevamo andare solo a scuola. Avevamo tanta paura».

«Uno dei più bei ricordi che ho è quello dell’incontro con mio marito. Ho provato una forte emozione, con lui ho trascorso 14 anni di fidanzamento, lui studiava, faceva il 3° anno di liceo, è diventato professore di storia e filosofia. Ho amato e amo tanto mio marito in una maniera indescrivibile. Lui è morto a 100 anni e sei mesi. Abbiamo passato molti anni insieme. L’ho aspettato per 14 anni prima di sposarmi. Mi diceva sempre, dal primo giorno, che io ero la sua fonte di felicità. Il 5 dicembre del 1950 ci siamo sposati ed è stato un giorno meraviglioso. Dal nostro amore è nato il nostro unico figlio Adamo. Quando è nato mio marito non aprì bocca dalla felicità, mi diede un lungo abbraccio, io riuscivo a sentire il suo cuore battere all’impazzata e mi fece trovare poggiata sul cuscino una bellissima rosa rossa. Un’altra gioia è stata l’unione in matrimonio di mio figlio con Marialuisa, una donna fantastica, dal loro amore sono nati i miei gioielli Alessandro e Arianna. Due nipoti meravigliosi, affettuosissimi. Purtroppo loro per motivi di lavoro risiedono lontani, ma non mi fanno mancare il loro affetto. Li amo».

«Ho vissuto serenamente - afferma la centenaria a SanteramoLive.it - sempre circondata dagli affetti. Non amo la solitudine ma la compagnia, anche se i miei cari sono lontani mi sono sempre vicini. Oggi sono qui, in casa di riposo, amata da tutto il personale, mi adorano e io adoro loro. In questi mesi, dove a causa del coronavirus, sono state giustamente chiuse le porte della struttura a parenti e amici, ci siamo sentiti ancor più coccolati da tutto il personale. Grazie a Raffaella che con amore svolge questo lavoro. È sempre presente, allegra e con il cellulare in videochiamata ci fa vedere i nostri parenti. Perciò il segreto sono i rapporti affettivi, non vivete in solitudine ma circondatevi di belle persone, sorridete, amate e fatevi amare».

Malgrado l’emergenza, quest’oggi, è stata allestita una piccola festa – nel rispetto di tutte le normative anti-Covid.

«In quest’ultimo periodo dove a causa della pandemia, abbiamo chiuso le porte della nostra struttura, per poter proteggere maggiormente i nostri ospiti, siamo stati chiamati a dover combattere la solitudine dei loro cuori e a “sostituirci “a quelli che sono i loro affetti. È vero l’amore per un famigliare non si può sostituire e non si compensa con nulla, ma tutti noi operatori cerchiamo di trasmettere loro tutto l’affetto e il calore che hanno bisogno. Regaliamo sorrisi e trasmettiamo emozioni. Ed è proprio in questo triste periodo che si aggiunge un bel sorriso di speranza, i 100 anni della nostra cara ospite Isa. Un compleanno in una situazione difficile tra mascherine e visiere. Avremmo voluto omaggiarla con una mega festa, ahimè non sarà possibile, ma non per questo rinunceremo a farle spegnere le sue cento candeline. Un secolo di vita festeggiato al tempo del COVID-19 da aggiungere alla sua lunga storia già vissuta. Il consiglio d’Amministrazione e tutti gli operatori della RSSA “Simone – Calabrese”, ci uniamo alla grande gioia della nostra cara ospite Isa» - afferma Raffaella Porfido, Educatrice della RSSA “Simone-Calabrese” di Santeramo.

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