A stabilirlo, con una propria ordinanza (la n. 22 del 17 aprile 2020), è il sindaco di Santeramo.

5G. Stop alla sperimentazione ed installazione antenne a Santeramo

Nei giorni scorsi il "Comitato Cittadini Consapevoli" aveva richiesto all'amministrazione comunale di prendere in considerazione lo stop alla sperimentazione e installazione delle antenne 5G nel territorio di Santeramo

Attualità
Santeramo sabato 18 aprile 2020
di La Redazione
5G. Stop alla sperimentazione ed installazione antenne a Santeramo
5G. Stop alla sperimentazione ed installazione antenne a Santeramo © n.c.

Stop alla sperimentazione ed installazione di antenne del cosiddetto 5G anche a Santeramo.

A stabilirlo, con una propria ordinanza (la n. 22 del 17 aprile 2020), è il sindaco di Santeramo.

5G (acronimo di 5th Generation) indica tecnologie di telefonia mobile di quinta generazione, quindi più potenti di quelli di quarta generazione, che permettono prestazioni e velocità molto più elevate dell'attuale tecnologia 4G/IMT-Advanced.

Lo stop al 5G a Santeramo – come si legge nell’ordinanza del sindaco – deriva dal cosiddetto “principio generale di precauzione” (sancito dal diritto comunitario) al fine di fronteggiare “la minaccia di danni gravi ed irreversibili per i cittadini, e di assumere ogni misura e cautela volte a ridurre significativamente l’inquinamento elettromagnetico e le emissioni prodotte ed i rischi per la salute”.

Sul tema dell’elettromagnetismo – come ha inoltre ricordato alla nostra Redazione il vicesindaco e assessore all’ambiente, Marianna Labarile – lo scorso 25 settembre 2019 si era tenuto un importante convegno alla presenza del dott. Agostino Di Ciaula (specialista di medicina interna nonché Presidente del Comitato Scientifico ISDE) tra i massimi esperti sui possibili rischi sanitari derivanti dal 5G.

Il tema dell’inquinamento elettromagnetico e di danni alla salute delle persone, a Santeramo, è un tema storicamente noto. Negli anni scorsi infatti Santeramo deteneva il triste primato di paese più elettromagneticamente esposto data l’alta concentrazione di antenne nei pressi di Iazzitello poi nel tempo dismesse dopo l’approvazione, nel 2009, del piano di localizzazione degli impianti di telecomunicazione e televisivi.

L’ordinanza recentemente emanata, quindi, blocca tali installazioni del 5g in attesa “dell’emanazione di line guide aggiornate da parte degli organismi di tutela della salute e dell’ambiente nazionali e regionali basati sui dati scientifici più aggiornati, indipendenti da legami con l’industria, tra i quali la nuova certificazione della cancerogenesi delle radiofrequenze 5G annunciata dall’International Agency for Research on Cancer”.

Ai medesimi principi (quello del “principio generale di precauzione” così come quello di attendere dati aggiornati europei sul tema) si era appellato il “Comitato Cittadini Consapevoli” di Santeramo.

Lo stesso comitato, con una nota inviata in Redazione a firma del presidente – la dott.ssa Antonella Sirressi – aveva comunicato di aver protocollato (presso il comune di Santeramo) una richiesta di "moratoria" del 5G a Santeramo all’attenzione del sindaco Baldassarre.

«Nel panorama dell’attuale periodo di grande preoccupazione che tutti quanti come comunità, come nazione e come esseri umani stiamo vivendo, nasce forte l’esigenza da parte dei cittadini di cui il Comitato si fa portavoce, di rivolgere un accorato appello a chi può operare concretamente per il bene della comunità facendo azioni e prendendo decisioni al fine di tutelare l’ambiente, l’uomo e la salute nel proprio territorio» - scrive il presidente “Comitato Cittadini Consapevoli” di Santeramo nella nota inviata in Redazione.

«Le nostre riflessioni – si legge ancora nella nota - nascono non solo dalla convinzione che la tutela del nostro ambiente non può che promuovere la nostra salute e che proteggere il Nostro bellissimo territorio non può che tornarci utile come risorsa. Le nostre riflessioni non fanno che unirsi al coro crescente di richieste di maggiore sicurezza che vede coinvolti molti paesi nel mondo e sempre più Comuni d’Italia i cui sindaci si stanno pronunciando in favore di una moratoria in attesa di maggiore chiarezza sull’impatto di nuove ed invadenti tecnologie».

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