Per Coldiretti Puglia questa è «un' occasione da non perdere»

Lavoro: 1080 ettari Ismea in vendita in Puglia. Mutui trentennali per giovani imprese

Nel 2019 l’agricoltura pugliese ha recuperato il terreno perso nel corso dell’anno precedente

Attualità
Santeramo venerdì 28 febbraio 2020
di La Redazione
Ismea, il terreno in vendita a Giovinazzo
Ismea, il terreno in vendita a Giovinazzo © N.c.

Sono 1080 gli ettari di terreno di proprietà di ISMEA in vendita in Puglia, il terzo lotto della Banca Nazionale delle Terre Agricole (BTA), sottolinea Coldiretti Puglia, anche attraverso l’accensione di mutui trentennali, beneficio a disposizione dei giovani agricoltori.

«ISMEA destinerà le risorse derivanti dalla vendita dei terreni al sostegno delle imprese giovani, attraverso le misure del primo insediamento, del subentro e dello sviluppo delle giovani imprese. E’ stato aperto lo sportello telematico della Banca nazionale della Terre agricole, a cui va inviata una manifestazione d’interesse entro il 19 aprile 2020. Il maggior numero di ettari in vendita è nelle province di Foggia, BAT e Brindisi» - spiega il Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

La "Banca delle terre agricole" è stata istituita dall'art. 16 della legge 28 luglio 2016, n. 154, e costituisce l'inventario completo dei terreni agricoli che si rendono disponibili anche a seguito di abbandono dell'attività produttiva e di prepensionamenti, raccogliendo, organizzando e dando pubblicità alle informazioni necessarie sulle caratteristiche naturali, strutturali ed infrastrutturali dei medesimi, sulle modalità e condizioni di cessione e di acquisto degli stessi. Tutti possono accedere alla Banca gratuitamente.

«Si tratta di una occasione da non perdere, perché il costo della terra in Pugliaaggiunge il presidente Muraglia - ha raggiunto mediamente i 14/16mila euro per il seminativo irriguo, i 20/25mila euro ad ettaro per i suoli olivetati, 33/37mila euro ad ettaro per i terreni ad uva da tavola, 15/18mila euro ad ettaro per il frutteto, valori medi decisamente superiori addirittura a quelli di Germania e Francia. La dismissione della proprietà pubblica dei terreni agricoli toglie allo Stato il compito improprio di coltivare la terra e rende disponibili risorse per lo sviluppo, ma soprattutto dà un impulso alla crescita, all’occupazione e alla redditività delle imprese che realizzano performance migliori in agricoltura quando sono condotte da giovani».

Una volta individuato il terreno se si desidera acquistarlo è necessario inviare una Manifestazione d’interesse (MDI), non impegnativa all’acquisto ma necessaria per partecipare alla procedura di vendita che avviene attraverso un’offerta economica di importo non inferiore a quello della base d’asta.

Nel 2019 l’agricoltura pugliese ha recuperato il terreno perso nel corso dell’anno precedente, anno orribile per il settore in Puglia, riguadagnando il 22% della PLV (Produzione Lorda Vendibile) e conta il 22% delle giornate di lavoro in agricoltura sul totale nazionale con 100mila operai agricoli, secondo l’elaborazione di Coldiretti Puglia sulla base di dati ISTAT. Ciò dimostra che l’agricoltura pugliese è oggi capace di offrire prospettive di lavoro agli agricoltori del futuro in un comparto strategico per l’economia del Paese – conclude Coldiretti Puglia - in uno scenario reso sfavorevole da crisi di mercato, accordi internazionali negativi, clima impazzito con bruschi cambiamenti delle condizioni meteorologhe, il mondo economico e lavorativo nel suo complesso va accompagnato da azioni concrete e incentivanti.

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I commenti degli utenti
  • Vito Domenico Maraglino ha scritto il 29 febbraio 2020 alle 19:17 :

    Iniziamo a capire prima "come e dove" vendere i prodotti coltivati, poi magari una volta sistemato il tutto, si può pensare di offrire a giovani volenterosi, terra da coltivare. Purtroppo in agricoltura i costi di fitofarmaci, concimi, energia, e lavoro sono ben noti sin dall'inizio, quelli relativi alla vendita dei prodotti coltivati NO! È questo che non va bene! Si è schiavi della grande distribuzione, dei grandi colossi che ci tengono per il collo, di mercati invasi di prodotti importati da altri paesi che possono contare su un minore costo del lavoro, sui contributi statali a loro destinati, e su una più snella burocrazia. Noi Italiani siamo destinati a perdere! A morire! Rispondi a Vito Domenico Maraglino

  • Antonio Bernardi ha scritto il 29 febbraio 2020 alle 08:17 :

    Il solito colpo di genio di un'informazione falsata è asservita... Vuoi vedere che l'agricoltura adesso ha una crescita economica così incredibile? Questo è volere inguaiare solamente dei ragazzi.... Dargli la possibilità per poi crocifiggerli con la burocrazia e metterli nelle fauci delle banche, INPS con i suoi contributi sia personali che per gli operai, fuori da ogni criterio, In un'Europa così tanto armonizzata e dell'uguaglianza all'incontrario Rispondi a Antonio Bernardi

  • Francesca Borrelli ha scritto il 28 febbraio 2020 alle 05:37 :

    Sì,sì.Da non perdere!Con l’agricoltura che ha raggiunto il fondo comprare terreni da Ismea a prezzi più alti del mercato e rimanere crisalizzati per trent’anni pagare rate con l’incognita di coltivazione e mercati? Un giovane dovrebbe vedere così la propria vita?Ma quale opportunità,quale insediamento? Intanto,signori genialoidi come si dovrebbe campare? Rispondi a Francesca Borrelli