Alla Puglia toccherebbe una riduzione totale di 38,6 milioni di euro

Tagli alla Pac. Coldiretti: «No a tagli UE ad agricoltura pugliese»

Secondo l’associazione di categoria il taglio di 39 milioni di euro di fondi UE comporterebbe un danno un pesante per il comparto agricolo pugliese

Attualità
Santeramo venerdì 31 gennaio 2020
di La Redazione
Revisione Pac
Revisione Pac © n.c.

Rappresenterebbe una ulteriore grave perdita di competitività a carico dell’agricoltura pugliese il taglio di 39 milioni di euro di fondi UE della PAC, il più alto tra tutte le regioni italiane, a danno di un settore che ha guadagnato importanti primati nella qualità e nella sicurezza alimentare, dimostrando il grande dinamismo delle imprese agricole pugliesi a dispetto di una burocrazia matrigna che fa perdere tempo e risorse allo sviluppo rurale in Puglia.

E’ quanto afferma la Coldiretti Puglia, in riferimento alla riduzione del budget per la Politica agricola comune (Pac) dal 2020 al 2021, prevista dalla proposta di regolamento transitorio adottato dalla Commissione europea. Alla Puglia toccherebbe – denuncia ancora la Coldiretti regionale - una riduzione totale di 38,6 milioni di euro, di cui 18,76 milioni di euro di pagamenti diretti 2021 e 19,87 milioni di euro sullo sviluppo rurale del PSR, prevista nel 2021 con il passaggio dal nuovo al vecchio Quadro Finanziario Pluriannuale (QFP).

“E’ necessario garantire all’agricoltura le risorse necessarie per continuare a rappresentare il motore di sviluppo sostenibile per la Puglia, considerato il momento di fortissima criticità che il settore agricolo pugliese sta vivendo, stretto nella morsa della burocrazia, della Xylella, della criminalità, condizione aggravata dalla mancata spesa delle risorse del PSR sugli investimenti in agricoltura e sui giovani con 142 milioni di euro andati in fumo a causa della gestione fallimentare della Regione Puglia del PSR 2014-2020. L’agricoltura pugliese rischierebbe di indebolirsi ulteriormente”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

È necessario pertanto sempre maggiore rigore – ribadisce Coldiretti - nelle prossime tappe del difficile negoziato tra i Capi di Stato e di Governo per salvaguardare le risorse finanziare ma anche per realizzare una riforma della Politica Agricola Comune (PAC) che “riequilibri” la spesa facendo in modo di recuperare con forza anche il suo antico ruolo di sostegno ai redditi e all’occupazione agricola per salvaguardare un settore strategico per la sicurezza e la sovranità alimentare in un momento in cui il cibo è tornato strategico nelle relazioni internazionali dagli accordi di libero scambio all’embargo fino ai dazi.

Con l'adozione dei regolamenti transitori la Commissione europea riconosce che, per il prolungarsi dello stallo sui negoziati paralleli sulla riforma e sul bilancio Ue 2021-2027, non ci sono i tempi per avviare la nuova Pac nel 2021 come previsto. Propone quindi una serie di aggiustamenti necessari a estendere l'attuale quadro legislativo e posticipare l'applicazione delle nuove regole di un anno, affinché' la nuova Pac possa entrare in vigore il 1 gennaio 2022, conclude Coldiretti Puglia.

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I commenti degli utenti
  • Rocco Stefanelli ha scritto il 01 febbraio 2020 alle 15:46 :

    Altro che tagli, la situazione attuale è già drammatica, servono soldi invece per integrare il mancato introito causato dal disseccamento rapido degli ulivi in provincia di Lecce (Brindisi e Taranto). Rispondi a Rocco Stefanelli