Saldi

Saldi estivi, da oggi il via in Puglia

In Puglia i saldi avranno durata fino al prossimo 15 settembre. I consigli di GdF e associazioni di consumatori.

Attualità
Santeramo sabato 06 luglio 2019
di La Redazione
Saldi estivi
Saldi estivi © n. c.

Quest’oggi, 6 luglio, prenderanno il via i saldi estivi 2019 nella maggior parte delle regioni italiane.

Il 29 giugno 2019 i saldi hanno già preso il via in Campania, lunedì è stato poi il turno della Sicilia, il martedì quello della Basilicata ma l’Italia apre ufficialmente le porte alle spese folli da sabato 6 luglio 2019, anche a Roma e a Milano.

Nel caso specifico della Puglia avranno durata fino al prossimo 15 settembre.

Quest’anno gli sconti saranno particolarmente elevati. Il Codacons attende ribassi fino al 50% fin dai primi giorni dei saldi e l’Unione nazionale consumatori invece prevede uno sconto medio del 21.3%, in netto aumento dal 19,4% dell’estate scorsa.

Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia quest’estate per ogni capo acquistato in saldo spenderà in media poco meno di 230 euro (circa 100 euro la spesa media pro capite), per un valore complessivo di circa 3,5 miliardi di euro.

Secondo Google, il numero di ricerche sui saldi estivi ha subito un’impennata già da marzo. Un terzo degli italiani fa acquisti online e direttamente tramite smartphone, secondo quanto riportato da Netcomm.

Di conseguenza, sono aumentate anche le possibili truffe online. Come evitarle? Installate un antivirus prima di tutto che possa verificare la validità del sitoweb che visitate.

Non utilizzate mai un Wi-Fi pubblico per fare acquisti. Evitate inoltre l’uso diretto di carte di credito che potrebbero essere clonate, acquistate con PayPal o Satispay che è più sicuro.

Per poter fare i saldi i negozi devono rispettare alcune regole. Ad esempio il prezzo originale di ogni prodotto in saldo deve essere sempre indicato in modo chiaro e inequivocabile vicino alla percentuale di sconto e al prezzo scontato. Inoltre le merci in saldo devono essere tenute in zone separate rispetto a quelle non in saldo, in modo da non essere confuse.

Come ogni anno anche il Codacons diffonde il decalogo per fare acquisti in tutta sicurezza:

1) conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare, il negoziante è obbligato a sostituire l'articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto;

2) le vendite devono essere realmente di fine stagione, la merce posta in vendita sotto la voce "Saldo" deve essere l'avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori;

3) girare, nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo, si può così verificare l'effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti, ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi;

4) cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio, così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bontà dell'articolo guardando l'etichetta che descrive la composizione del capo d'abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti;

5) diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all'acquisto). Un commerciante, salvo nell'Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto;

6) servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell'acquisto;

7) non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla "nuova". Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce;

8) diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati e non provati;

9) nei negozi che espongono in vetrina l'adesivo della carta di credito o del bancomat il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi;

10) se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani
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