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Da lunedì la Puglia in zona arancione, Lopalco: «Un'Italia gialla sarebbe stata pericolosa»

L'assessore alla Salute della Regione Puglia ha parlato anche di vaccini: «Siamo ancora in fase uno, cioè siamo in una fase in cui la disponibilità dei vaccini è molto limitata»

Attualità
Santeramo venerdì 15 gennaio 2021
di La Redazione
Reparti Covid
Reparti Covid © n.c.

Da lunedì prossimo la Puglia torna in zona arancione. Il monitoraggio dell'Iss posizione la nostra regione nella fascia intermedia di rischio, assieme ad altre 11 regioni: Abruzzo, Calabria, Emilia, Friuli, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Umbria, Val d'Aosta e Veneto. In rosso Lombardia, provincia di Bolzano e Sicilia mentre rimangono gialle Basilicata, Campania, Molise, Provincia Trento, Sardegna e Toscana. L’indice RT è di 1.14 ma la nostra regione viene classificata anche ad “alto rischio”.

Lo aveva annunciato questa mattina Pier Luigi Lopalco, assessore alla Salute della Regione Puglia, parlando con i giornalisti a Barletta. «Sicuramente andiamo verso l'arancione, anche perchè questa decisione è stata presa di concerto con il Governo».

«Molte Regioni chiedevano un inasprimento delle misure», ha ricordato. «Un'Italia gialla in questo momento sarebbe stata pericolosa. Quindi il Ministero della Salute e l'Istituto superiore di sanità hanno cambiato i parametri per l'assegnazione di questi famosi colori, per cui da oggi è più semplice passare in zona arancione e in zona rossa. Ecco perchè da lunedì molto probabilmente l'Italia si colorerà un pò più di arancione e credo che la Puglia sarà tra queste».

Nel suo intervento Lopalco ha parlato anche di vaccini. «Siamo ancora in fase uno, cioè siamo in una fase in cui la disponibilità dei vaccini è molto limitata. Abbiamo per ora soltanto il vaccino Pfizer nel nostro armamentario – ha proseguito - a fine mese arriveranno le prime dosi del vaccino Moderna, ma sono davvero poche e non cambieranno lo scenario». 

«La grossa svolta - e qui forse possiamo essere un po’ ottimisti e possiamo sbilanciarci – non è escluso sia che a febbraio arriverà un quantitativo importante di vaccino Astrazeneca. Questo dipenderà dal pronunciamento di Ema che dovrebbe arrivare il 29 gennaio. Se Ema si pronuncia positivamente sul vaccino AstraZeneca il 29 gennaio, noi sappiamo che Astrazeneca è già pronta, ha già i vaccini prodotti, ha già una quota importante allocata al nostro Paese e, quindi, li davvero ci sarà la svolta».

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