Niente più treni a Santeramo

In via di dismissione la linea ferroviaria delle Ferrovia dello Stato "Rocchetta San'Antonio-Gioia del Colle". Interrogazione parlamentare della senatrice Poli Bortone.

Attualità
Santeramo mercoledì 16 novembre 2011
di La Redazione
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"Dove fermano i treni?" Forse ai più questo titolo di canzone di Ligabue e' sconosciuto ma, fortunatamente, in questo caso calza a pennello.

L'unica tratta ferroviaria di Santeramo, era quella Gioia del Colle - Rocchetta Sant'Antonio ( di proprietà delle Ferrovie dello Stato), un percorso di 140 km, in azione dal lontano 1891, con le seguenti soste: Rocchetta Sant'Antonio-Lacedonia, San Nicola di Melfi, Venosa-Maschito, Palazzo San Gervasio-Montemilone, Poggiorsini, Gravina in Puglia, Altamura, Casal Sabini, Santeramo in Colle, Gioia del Colle.

Una linea ferroviaria, quella passante per Santeramo, a carattere regionale e con un binario unico, non elettrificata e definita da RFI parte della rete complementare della Puglia e che per alcuni chilometri correva in territorio lucano.
Recentemente si e' diffusa la notizia della chiusura, seppur provvisoria, da parte delle FFSS nella tratta che coinvolge, passandovi, anche la nostra città.

Tale comunicazione e' arrivata poi dritta in Parlamento, Giovedì 13 ottobre, sotto forma di interrogazione parlamentare (una richiesta cioè, che uno o più parlamentari rivolge al Governo nel suo complesso o a un singolo Ministro per essere informati sulla veridicità di un fatto o di una notizia, e sui provvedimenti che il Governo intende adottare o ha già adottato in merito).

A chiedere spiegazioni, nonché un intervento del Ministro delle infrastrutture, è stata la senatrice di "Grande Sud", Adriana Poli Bortone.

Riportiamo dunque parte di quanto si legge nell'interrogazione parlamentare presentata dalla senatrice leccese: "Con atto unilaterale l'assessore alle infrastrutture e mobilità della Regione Puglia ha deciso la soppressione delle tratte ferroviarie Gioia del Colle - Rocchetta San Antonio e del parziale utilizzo della Barletta-Spinazzola a partire dal 1° ottobre sino a dicembre, mese in cui anche questa linea ferrata verrà chiusa nel tratto Spinazzola-Canosa di Puglia; disponendo per ragioni di antieconomicità che sulla Gioia-Rocchetta che attraversa la maggior parte dei paesi della Murgia: Gioia del Colle, Santeramo, Altamura, Gravina, Poggiorsini, Spinazzola, Palazzo S.G./Montemilione, Venosa/Maschito, San Nicola di Melfi, Rocchetta Sant'Antonio, le corse siano effettuate con pullman sostitutivi". E ancora "L'importante mantenimento della tratta Barletta-Spinazzola eviterebbe l'isolamento delle piccole città murgiane, così come nella direttrice Gioia del Colle-Rocchetta-Sant'Antonio ambedue frequentate in sicurezza da numerosi studenti e lavoratori pendolari, specie in inverno quando soventi sono nevicate e gelate che ostruiscono le arterie stradali".

Sottolineando dunque tutti i disservizi che verranno provocati ai cittadini, e ricordando che le tratte in questione sono tra le più antiche d'Italia (quella santermana attiva sin dal 1892) e che risultano fondamentali perché uniche due linee ferroviarie di collegamento tra la Murgia e la zona costiera, a chiusura della interrogazione, la senatrice chiede di sapere: "se il Ministro sia a conoscenza delle dismissioni delle tratte ferroviarie menzionate; se non intenda intervenire a sostegno delle comunità percorse dalle tratte ferroviarie Barletta-Spinazzola e Gioia del Colle- Rocchetta Sant'Antonio, anche in ragione degli ultimi investimenti effettuati su queste linee ferroviarie per renderle più sicure nella loro fruizione, dando così valore al denaro pubblico fino ad oggi investito".

A testimonianza di questa volontà di dismissione,da diversi anni, la stazione ferroviaria di Santeramo non aveva più la figura del "Capostazione", la linea ferroviaria stessa veniva sempre meno utilizzata e gli ambienti dell'edificio erano poi stati ammodernati e ristrutturati per ospitare l'Associazione "Il mio Paese" (grazie ad una convenzione stipulata tra il Comune e le FFSS).

A voler assicurare nuova vita alla rete ferroviaria "Rocchetta Sant'Antonio-Gioia" poteva anche essere l'Area Vasta "Città Murgiana" che con un proprio progetto di mobilità sostenibile avrebbe potuto assicurare ancora il funzionamento della rete che attraversa l'area protetta dell'Alta Murgia.

Anacronistica dunque risulta questa dismissione dato che più volte ci s'interroga sulle possibili forme di riduzione delle emissioni di gas nell'atmosfera che causano ripercussioni sull'ambiente (le cui indicazioni sono contenute nel famoso protocollo di Kyoto che prevede l'obbligo in capo ai paesi industrializzati di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti nell'atmosfera) e che ovviamente non possono ritenersi dunque attenuate sostituendo il collegamento per via ferroviaria con l'utilizzo di autobus sulla tratta.
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I commenti degli utenti
  • nikola93 ha scritto il 17 novembre 2011 alle 21:17 :

    concordo con te mike79 Rispondi a nikola93

  • Mike_79 ha scritto il 16 novembre 2011 alle 13:51 :

    Sempre più catastrofe!! Rispondi a Mike_79