Il ruolo del mister nel settore giovanile

Francesco Pontrandolfo LiveYou - Sport
Santeramo in Colle - lunedì 02 novembre 2015
Il ruolo del mister nel settore giovanile

A tanti capita di guardare una partita di calcio, un'amichevole o un allenamento soprattutto nelle attività giovanili e c'è sempre una figura che gestisce gli atleti e soprattutto i figli di tanti genitori: il Mister.

Chi è il mister? In poche parole è una figura che si occupa appunto dell'allenamento di atleti e squadre.

Semplice e banale? No, per niente. Ci sono mister e mister.

Spesso molti di questi li senti bestemmiare, inveire contro i propri ragazzi, parlare di partite come se fossero delle guerre da vincere a tutti i costi e con ogni mezzo, li senti usare frasi come "spezzagli le gambe" e sono anche e soprattutto i primi a non rispettare le regole di gioco e di comportamento senza inoltre avere la benchè minima idea di quali siano invece i veri obiettivi.

Come possiamo aspettarci una società migliore se i ragazzi crescono accanto a questi individui?

Mentre nel calcio professionistico il successo si misura in base ai ritorni ed ai guadagni economici, nel calcio dilettantistico e nei settori giovanili soprattutto il successo si misura in termini di crescita personale e sviluppo. Non deve essere il risultato immediato a farne da padrone bensì la crescita nel tempo del giovane calciatore. Il mister con i suoi comportamenti, con il suo modo di agire e con le sue parole ed opinioni rappresenta una figura di riferimento dalla quale i giovani calciatori cercano di apprendere nozioni e metodi che incideranno sul loro carattere, sulle loro scelte e decisioni, sulla loro crescita e vita futura.

Il ruolo del mister non è semplicissimo eppure spesso troviamo gente che si improvvisa allenatore pensando di essere il "Mourinho" della situazione. Vedi sui campi gente arrogante, presuntuosa, ignorante e senza titoli. Basterebbe un po di umiltà.

Il mister deve essere in grado di miscelare qualità tecniche, tattiche, educative, psicologiche e comunicative. Deve essere paziente e soprattutto deve avere tanta passione, ma deve anche "essere portato". Deve avere un po di esperienza ma deve anche e soprattutto affiancare percorsi di continua formazione e di aggiornamento per essere sempre preparati ad affrontare ed a risolvere tutti quei problemi e situazioni che il gioco del calcio e tutti gli interpreti che ne fanno parte gli si presenteranno giorno dopo giorno.

Non ci si può improvvisare allenatori.

Altri articoli
Gli articoli più commentati
Gli articoli più letti