Clima e territorio

La morfologia della città, le sue peculiarità, l’economia, la flora e la fauna.

La città
a cura di Mariella Nanna
Il territorio di Santeramo è caratterizzato nella parte settentrionale dalle Murge, un altopiano costituito prevalentemente da roccia calcarea del Cretaceo Superiore, talora ricoperta da un’arenaria pliocenica, detta “tufo”. La monotonia dei dossi collinari è talora interrotta da avvallamenti e voragini dovuti all’erosione delle rocce calcaree.

La parte meridionale del territorio, denominata le Matine o anche Pedali perché ha inizio ai piedi delle Murge, è pianeggiante ed è costituita in parte da terreni tufacei, ma prevalentemente da terreni argillosi e sabbiosi risalenti al periodo pleistocenico. Questi terreni, misti a humus e terre rosse, creano condizioni favorevoli alla coltivazione. La zona delle Matine in epoca antichissima doveva essere ricoperta dalle acque, come dimostra il ritrovamento di fossili e di impronte di conchiglie impresse nella roccia tufacea. Quando poi le terre emersero dal mare, furono lentamente ricoperte da vegetazione e abitate da primitivi cervidi e cavalli nani, come indicano i fossili rinvenuti. Qui il territorio si presta alla coltivazione di cereali ed è solcato da canali artificiali, tra cui il più importante è il Vallone della Silica.

La presenza di terreni calcarei, porosi e permeabili, fa sì che a Santeramo, come del resto in tutte le terre del barese, l’idrografia superficiale sia pressoché inesistente e che invece si formino ricche falde sotterranee, la cui acqua viene sfruttata per l’irrigazione, e numerose grotte carsiche.

Di notevole interesse sono le antiche strutture architettoniche contadine sparse per la campagna santermana, tutte realizzate in pietra calcarea: le masserie (la Masseria Viglione, la Masseria Galietti, la Masseria Sava, la Masseria Netti), alcune delle quali ancora oggi continuano ad allevare e a produrre in modo genuino o hanno allargato i propri confini al turismo, attrezzandosi per ospitare i numerosi visitatori che raggiungono la Murgia nel periodo estivo; i trulli, monolocali in pietra calcarea, detti casèdde; gli iazzi, recinzioni adibite all’allevamento degli ovini, situate in zone scoscese e maggiormente protette; le specchie, costruzioni di pietre posizionate a secco, di forma conica, che secondo alcuni storici sarebbero coperture per tombe di personaggi importanti, secondo altri punti di vedetta. Caratteristici sono poi i muretti a secco, denominati “i parète”.

Il clima di Santeramo è tipicamente mediterraneo con temperature generalmente miti, ma più fredde rispetto ai paesi limitrofi (ad eccezione di Altamura) a causa della sua più elevata collocazione altimetrica e della lontananza dal mare. L’alternanza fra una stagione calda e secca e una fredda e umida fa sì che le piogge siano concentrate prevalentemente nel periodo ottobre-gennaio, con un massimo medio nel mese di novembre. Durante la stagione calda e secca l’umidità del suolo tende a diminuire a causa dell’evaporazione e il terreno, soprattutto dove presenta un certo contenuto argilloso, tende a sua volta a contrarsi. Tale contrazione dà luogo alla formazione di crepe, fessure e spacchi più o meno profondi, che da un lato favoriscono la penetrazione dell’acqua, dall’altro l’evaporazione e quindi il disseccamento degli strati più profondi.

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