Se è vero che il primo francobollo “barese”, è stata la Lupa di Bari, già trattato in questa rubrica, è altrettanto vero che questo valore è così conosciuto non per il soggetto rappresentato, che lo ricordiamo era la lupa di Roma mentre allatta Romolo e Remo, ma per il fatto che venne ideato nel nostro capoluogo, allora sede del sottosegretario e la direzione generale delle poste, a seguito dell’armistizio dell’8 settembre 1943, ed il conseguente stabilirsi a Brindisi di Re Vittorio Emanuele III.
La prima vignetta con soggetto pugliese, si avrà solo qualche anno più tardi, quando in piena Repubblica, il 16 agosto 1949, verrà emesso un francobollo per celebrare la XIII edizione della Fiera del Levante. Questo poi, sarà il primo di tanti altri francobolli sempre dedicati alla fiera barese. Infatti se scorgiamo un qualsiasi catalogo filatelico, noteremo che altre emissioni sono avvenute la maggior parte nel decennio successivo, mentre l’ultima, cronologicamente, è quella del 1996, quando in chiave più moderna è stato riprodotto l’ingresso monumentale ed in piccolo una caravella a mò di logo. Ma torniamo all’emissione del 1949.
Come possiamo osservare dalla vignetta, oltre la caravella, simbolo della città, si intravede l’ingresso monumentale della fiera, quello affacciato sul lungomare. Tutto in rosso questo dentello, chiaramente in varie sfumature, nella parte inferiore una legenda indica “XIII FIERA DEL LEVANTE – BARI – SETTEMBRE 1949. Quindi nella parte superiore le insegne “POSTE ITALIANE” ed il valore 20 lire, che all’epoca servivano per affrancare una comunissima lettera. A differenza di quelli attuali che hanno una validità postale illimitata, questo 20 lire del ’49 lo si è potuto utilizzare postalmente per circa un anno e mezzo, esattamente fino al 31 dicembre 1950.
Tecnicamente questo valore è stato stampato in rotocalco, con filigrana ruota alata, e la dentellatura 14x14 e un quarto. Sono stati stampati ben tre milioni di esemplari, raccolti in fogli di 50 ciascuno.
Attualmente, il suo valore si aggira attorno ai dieci euro se nuovo, quindi perfetto e con la sua colla originale al retro, altrimenti senza colla o usato per posta un paio di euro.
L’esemplare del ’96 invece, tirato anche questo per pura coincidenza in 3 milioni di esemplari, è anch’esso raccolto in fogli da 50 francobolli ciascuno, e stampato in rotocalco come quello di quasi mezzo secolo prima. L’unica differenza, nei dati tecnici la dentellatura, questa volta la perforazione è 14 x 13 e un quarto…