Il ginocchio e la lesione del legamento crociato anteriore (LCA)

Dalla lesione alla riabilitazione veloce e inizio attività sportiva

Dr Rocco Labarile Pillole di salute
Santeramo - mercoledì 04 gennaio 2017
© n.d.

Il ginocchio è un’articolazione trocleare che unisce femore, tibia e rotula e le cui articolazioni non si giustappongono perfettamente perciò i menischi servono a regolare queste aree di incongruenza. Il ginocchio subisce delle costrizioni meccaniche importanti, la sua stabilità quindi dipende essenzialmente dai legamenti e dalla componente muscolare.

Da un punto di vista fisiologico il ginocchio può compiere cinque tipi di movimenti: di flesso-estensione, di rotazione a ginocchia flesse, di lateralità, movimenti della rotula, movimenti o deformazione fisiologica dei menischi durante la flessione del ginocchio. La patologia del Legamento Crociato Anteriore (LCA) può colpire qualunque individuo, di ogni classe sociale ed età. La lesione di questo legamento può condurre ad invalidità funzionale per più tempo. Clinicamente si è confermato che la lesione del (LCA) per il 59% dei casi va messo in relazione ad attività sportiva, inoltre nelle lesioni acute del ginocchio che hanno evidenziato immediato emartro, il LCA è stato coinvolto nel 70% dei casi.

Il meccanismo traumatico più frequente che determina la lesione o rottura del LCA è la rotazione esterna a piede fermo, la decellerazione, con o senza rotazione, l’iperestensione o la rotazione interna con tallone fisso. Un fattore importante che si presenta spesso nello sportivo in particolare nei calciatori è quando l’individuo è incapace di preparare la fase di appoggio del piede con una conseguenza e inadeguata risposta muscolare. Il cedimento del legamento è visto come un meccanismo istantaneo entro due centesimi di secondo.  Al momento della lesione il paziente avverte uno schiocco o rottura all’interno del ginocchio, allo stesso tempo il soggetto dichiara cedimento muscolare seguito da una inabilità alla deambulazione. In una piccola percentuale di individui è possibile tornare all’attività dopo breve tempo dalla lesione.

Esistono due tipi di trattamento: il “Conservativo” e riguarda in modo particolare le lesioni parziali di LCA che non vengono sottoposte a intervento e il “Post-chirurgico” per chi viene operato. Il trattamento Conservativo sempre sotto parere dell’ortopedico spesso viene utilizzato per fattori legati all’età del paziente, infatti usato in soggetti al di sotto del 16° anno di età in quanto in fase di accrescimento, oppure anziani.

Il trattamento Conservativo resta per molti autori controverso specie in soggetti adulti, in quanto molti pazienti riferiscono un secondo evento traumatico entro 6-9 mesi dal primo episodio il 51%, che generalmente aumenta il corteo sintomatologico, con incremento del dolore, edema e instabilità articolare. Nel protocollo Conservativo è importante ridurre l’edema se presente, il recupero del trofismo di alcuni gruppi muscolari, lavorare sulla stabilità rotulea e nei movimenti di stabilizzazione articolare e correggere il gesto tecnico dell’atleta.

La mia esperienza in studio grazie ad una corretta valutazione iniziale e all’utilizzo di apparecchiature computerizzate oltre che una programmazione sequenziale dei vari fasi di trattamento, che non sono sempre ripetibili nell’ambito del ciclo di fisioterapia, ha permesso risultati veloci e un miglioramento della gestualità articolare in rapporto al tipo di sport praticato dal paziente.

Nel trattamento conservativo bisogna invitare l’atleta a un moderato livello di attività sportiva per ridurre i rischi di nuove lesioni e procedimenti artrosici, utilizzo se necessario di tutore per ridurre la traslazione anteriore della tibia, insegnare al paziente i segni e i sintomi di un deterioramento articolare e quindi effettuare con tranquillità recandosi da un professionista un riesame periodico dell’articolazione.                                   Trattamento Riabilitativo Postchirurgico.                                                                             

Oggi il trattamento post operatorio è legato sia al tipo di intervento utilizzato per la lesione del LCA che alla capacità del fisioterapista che si differenzia in base all’esperienza maturata negli anni, alle tecniche riabilitative e alle tecnologie messe a disposizione dell’utente, resta valido un consiglio generale per tutti coloro che sottoposti ad un intervento: “bisogna consultare e ascoltare il parere di più professionisti”, perché in questo modo si ha la possibilità di valutare le metodiche e le tecnologie che saranno messe a disposizione dai vari professionisti, e in particolare l’esperienza e i tempi di recupero con i relativi costi, non dare mai nulla per scontato.

Sovente giungono alla mia osservazione pazienti che sono stati trattati per periodi molto lunghi e con recuperi non del tutto eccellenti oltre a costi eccessivi, ecco perché dico a tutti di valutare prima di iniziare più realtà professionali per poi decidere in maniera appropriata e scientifica.

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