Il piano era stato approvato al MISE lo scorso 28 giugno

Natuzzi, Angiola (M5S) risponde a Mancarelli (PD): «Ultimo mese decisivo. Non si neghi realtà»

Botta e risposta a seguito dell'esito positivo della vertenza. Nei giorni scorsi il segretario PD della provincia di Taranto aveva attaccato l'on. santermano Angiola (M5S)

Politica
Santeramo lunedì 02 luglio 2018
di La Redazione
Angiola (M5S) risponde a Mancarelli (PD)
Angiola (M5S) risponde a Mancarelli (PD) © n.d.

Pronta risposta dell’on. santermano del MoVimento 5 Stelle, Angiola, alle dichiarazioni del segretario provinciale PD di Taranto, Giampiero Mancarelli, riguardo l’ultimo e positivo esito della cabina di regia in merito alla vertenza “Natuzzi”.

Nei giorni scorsi, infatti, a seguito della celebrazione della cabina di regia presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) era stata comunicata l’approvazione del nuovo piano industriale, il cosiddetto "Piano Italia", predisposto appunto dall'azienda santermana leader mondiale nella produzione di mobili imbottiti. L’approvazione era stata appunto commentata positivamente dall’on. Angiola.

A commentare, rispondendo ad Angiola, la vicenda è stato anche il segretario provinciale PD di Taranto affermando che quanto affermato dal deputato santermano rappresenta una “distorsione della realtà parlando di una risoluzione della vicenda grazie al ministro Di Maio. Mai il ministro Di Maio ha partecipato ai tavoli tenuti dal Viceministro Bellanova”.

«Non è nel mio stile stare a rintuzzare qualunque esternazione di esponenti di altre forze politiche, ma questa volta mi sento in dovere di intervenire e mi limito a precisare che il Piano Industriale (c.d. Piano Italia) è stato presentato dall’azienda Natuzzi il 30 maggio 2018, quando già il 23 maggio era stato conferito al prof. Giuseppe Conte un primo incarico di formare il Governo. Il 31 maggio Giuseppe Conte accettava senza riserve il secondo e definitivo incarico di formare il Governo, proponeva il giorno stesso al capo dello Stato la lista dei ministri e dall’1 giugno diventava Presidente del Consiglio. Il Governo Gentiloni non esisteva più e tantomeno aveva più un ruolo la Viceministro Bellanova» - afferma l’on. pentastellato Angiola.

«Luigi Di Maio – afferma Angiola ribadendo che le parole di Mancarelli sono poi “rimbalzate” sulla pagina Facebook dell’on. PD, Lacarra - viene nominato Ministro dello Sviluppo Economico il 31 maggio 2018. Pertanto, non credo che il segretario del PD Taranto, possa remotamente immaginare o pensare che in questo ambito si possano “fare i conti senza l’oste”, ossia che una vertenza di questo tipo possa prescindere dal ruolo attivo del Governo che non era più quello di Gentiloni e della Bellanova. L’ultimo mese è stato decisivo nella soluzione della vertenza e lo sanno tutti».

«Il sig. Mancarelli – continua l’on. Angiola nella nota inviata alla nostra Redazione - fa una ulteriore affermazione e con riferimento al ruolo di Luigi di Maio, afferma che “Mai il ministro Di Maio ha partecipato ai tavoli tenuti dal Viceministro Bellanova”. Mi limito a fare presente che ai tavoli convocati dal Viceministro Bellanova, i parlamentari (e tale era il Ministro Di Maio prima del 31 maggio, data della sua nomina a Ministro), non potevano partecipare. Solo grazie alla rivoluzionaria Direttiva del 6 giugno 2018 di Luigi Di Maio, è stato consentito a noi parlamentari di partecipare alle Cabine di Regia. E tengo a precisare che io e l’On. Angela Masi abbiamo partecipato alle due ultime e decisive cabine, del 19 e del 28 giugno. Io ho tenuto contatti diretti e costanti con Luigi Di Maio».

«Dopo avere sgombrato il campo da ogni equivoco e lungi dal voler fare polemiche non essendo nel mio stile, preciso quanto ho scritto in un post di Facebook: “C'è l'intesa! "zero licenziamenti": il primo vero successo di questo mio mandato elettorale. Un lavoro di squadra in cui il M5S ha avuto un ruolo centrale, dal ministro Di Maio a noi parlamentari del territorio, fino ai nostri sindaci di Santeramo e Ginosa”. Non si può negare la realtà dei fatti. I lavoratori, i sindacati, le altre Istituzioni e l’azienda lo sanno».

«Mi sia consentito aggiungere un’ultima considerazione. Vigilerò – conclude il deputato santermano - con attenzione sull’attuazione del c.d. Piano Italia, perché la Natuzzi si è assunta degli impegni e questi impegni devono essere mantenuti».

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I commenti degli utenti
  • Giovanni Porfido ha scritto il 02 luglio 2018 alle 11:56 :

    Circa l’Accordo firmato al MISE il 28 giugno avrei da fare una domanda all'Onorevole Angiola: Come mai non si è chiesto all’azienda di ritirare le opposizioni alle Sentenze di reintegro che il tribunale di Bari ha emesso a fronte dei licenziamenti dichiarati illegittimi, perpretati dalla Natuzzi S.p.a. nell’ottobre 2016? Che succede se in un futuro prossimo i Giudici dovessero dare ragione alla Natuzzi? Dovremmo essere più o meno in 160 a ritrovarci nuovamente “licenziati” nonostante lo Stato abbia dato 36 milioni di euro all’Azienda per il rilancio dell’occupazione? Non si poteva chiedere all’Azienda di ritirare almeno le opposizioni al reintegro cosi da mettere in reale sicurezza l'occupazione? Chi scrive è Giovanni Porfido, badge aziendale n° 1949. Rispondi a Giovanni Porfido