Cultura

Teatro Pubblico Pugliese, il M5S spiega le motivazioni dell'annullamento della convenzione

"Quota associativa e mancati incassi tutto a carico delle casse comunali."

Politica
Santeramo giovedì 17 maggio 2018
di La Redazione
Teatro Il Saltimbanco
Teatro Il Saltimbanco © Il Saltimbanco

La scelta palesata durante l’ultimo consiglio comunale di rescindere la convenzione con Teatro Pubblico Pugliese non pagando più la quota associativa ha suscitato non poche polemiche da parte di cittadini che godevano degli spettacoli portati in scena al teatro “Il Saltimbanco” di Santeramo.

Il Movimento 5 Stelle con un comunicato ha spiegato le motivazioni di tale scelta partendo dal presupposto che “l’intera maggioranza e parte della minoranza, ad esclusione dei consiglieri Larato e D’Ambrosio (assente), hanno votato favorevolmente per la disdetta della convenzione che, come da termini contrattuali, avrà effetto a partire solo dal 2019.”

L’amministrazione si è interrogata su “quale beneficio culturale e gratuito viene offerto dal comune alla comunità santermana quando, oltre al pagamento delle spese e della quota associativa, i santermani sono tenuti a pagare un ulteriore biglietto d’ingresso che in alcuni casi era anche di 25/30 euro a spettacolo?”

Si parla di una quota associativa pagata dal comune al Consorzio del Teatro Pubblico Pugliese e di rimborsi per tutti i mancati incassi per assenza di pubblico che annualmente si verificavano durante gli spettacoli in programmazione. “Questo – si legge nella nota -ha generato un esborso dalle casse comunali tra i 35.000€ e 40.000€ con picchi anche di 60.000€ annui”.

“Come precisato durante il consiglio comunale dal Consigliere (M5S) Antonio Dimita, il sostegno economico alle attività culturali che questa amministrazione non vuole cancellare ma rimodulare, ci vedrà il prossimo anno impegnati nel portare la Cultura, non solo nei teatri, ma anche in spazi pubblici accessibili a tutti, dando sostegno ai tanti artisti locali e senza preclusioni di pubblico, anche per chi non è nelle condizioni di pagare un ticket d’ingresso. Le attività culturali private, possono e vanno anche eventualmente sostenute con soldi pubblici, ma non devono e non possono diventare completamente a carico dei cittadini, dove come nel nostro caso, il soggetto imprenditoriale privato ha zero rischi d’impresa addebitando alle casse comunali i mancati incassi degli spettacoli”.

Inoltre, secondo il consigliere (M5S) Marco Caggiano: “non si è riusciti ad allestire una rassegna teatrale che cogliesse appieno i gusti dei santermani e si è dovuti ricorrere a ripianare i mancati incassi e quindi, delle due una: o gli spettacoli a cui si può attingere dalla convenzione non sono adeguati alla struttura teatrale del Saltimanco, (non si può pensare di poter vedere La Boheme in un teatro senza loggioni e palchetti), oppure il prezzo dei biglietti era troppo alto!”.

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