Continuano le dichiarazioni a seguito della decisione della Regione

Chiusura PPI, l’on. Angiola (M5S): «Seria preoccupazione per cittadini»

Anche il neo deputato di origine santermana interviene sulla nota vicenda legata alla chiusura di 39 Punti di Primo Intervento tra cui anche quello di Santeramo, Grumo, Minervino e Spinazzola

Politica
Santeramo venerdì 13 aprile 2018
di La Redazione
L'on. 5 stelle, Nunzio Angiola
L'on. 5 stelle, Nunzio Angiola © nd

«Non si possono chiudere i Punti di Primo Intervento (PPI), senza prima riorganizzare la rete di emergenza-urgenza e potenziare i servizi territoriali».

E’ questo il commento che l’on. Nunzio Angiola (M5S), eletto deputato nel collegio uninominale Puglia 05 – Altamura, fa a seguito della notizia, diffusa nella giornata di ieri, secondo la quale a partire dal 1 maggio risulterebbero dismessi 39 punti di Primo Intervento della Puglia tra cui anche quello di Santeram, Grumo, Minervino e Spinazzola

«Gli esempi – afferma ancora Angiola - che si potrebbero fare per spiegare questa affermazione e per “bollare” come affrettata la decisone assunta dalla Giunta regionale sono numerosi. Mi limito a riportare quanto mi comunica telefonicamente il Consigliere regionale del M5S Mario Conca: “tenuto conto che ci possono volere anche più di tre ore per trasferire un paziente in emergenza, comprendendo l’attesa per sbarellarlo, il ritorno in postazione, con previsioni peggiorative se si procedesse con la chiusura dei PPI o in caso di maltempo, chi garantirebbe tutti gli altri cittadini nel frattempo da altre emergenze e urgenze?”».

«Pertanto, i risultati di questa decisione saranno due: impoverire drasticamente il livello di assistenza per le urgenze e ingolfare i Pronto Soccorso, con conseguenze immediate sul livello di qualità della tutela della salute dei cittadini pugliesi. Stiamo parlando del diritto alla salute di centinaia di migliaia di cittadini pugliesi e tra questi i cittadini di Santeramo in Colle, Grumo Appula, Minervino e Spinazzola. Gli amici consiglieri regionali del M5S hanno presentato una interrogazione urgente al Presidente Emiliano nella sua veste di assessore alla sanità».

«Fortissime sollecitazioni ad occuparmi del caso, mi sono venute in queste ore da amici e attivisti dei MoVimento di queste due importanti cittadine del territorio murgiano» - afferma il deputato pentastellato santermano.

«L’asettica e acritica applicazione dei crudi numeri previsti dal Decreto Ministeriale n. 70 del 2015, ci allarma e ci lascia increduli, visto che sul piano metodologico, una azione si può attuare se non genera conseguenze severe e rilevanti sulla qualità della vita e della salute dei cittadini (di Santeramo e Grumo). E anche il timore che il Ministero chieda alla Regione Puglia di attuare un nuovo Programma Operativo Triennale, non è una giustificazione valida per adottare atti di cui si prevedano già in partenza le conseguenze negative e drastiche, insostenibili per la comunità murgiana. Il fatto stesso che Emiliano faccia più volte riferimento nei suoi comunicati stampa a possibili valutazioni negative da parte del Ministero, con Piani di rientro e perdite di premialità la dice lunga sulla oculatezza della misura decisa dalla Giunta regionale».

Il deputato 5 stelle si rivolge poi al presidente della Regione Puglia.

«Caro Presidente Emiliano le decisioni in materia di salute devono essere sempre sensate e valide, giammai affrettate. I nostri consiglieri regionali hanno idee chiarissime, non si limitano a sollevare profondi dubbi e perplessità, ma fanno proposte concrete: i PPI devono essere trasformati in Punti di Primo Intervento territoriali, ossia in postazioni medicalizzate di 118 territoriali, da collocare negli ospedali di comunità, nelle case della salute o nei PTA, così da creare quel filtro territoriale, la cui assenza oggi intasa i Pronto Soccorso che sono già al collasso. Tale rimodulazione eviterebbe l'inappropriatezza che quotidianamente viene perpetrata negli ospedali per acuti, dove, invece, afferiscono i codici bianchi e verdi che rappresentano DA SOLI l'80% degli accessi totali».

«I Punti di Primo Intervento Territoriali, dotati di adeguate risorse di tipo clinico e di tipo strumentale, dovranno essere in grado di fronteggiare e stabilizzare temporaneamente le emergenze fino alla loro attribuzione al Pronto Soccorso dell’ospedale di riferimento. Potranno anche dare una risposta a situazioni di minore criticità e complessità. Vediamo come Emiliano risponderà alla interrogazione urgente del M5S» - conclude l’on. Angiola.

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