di La Redazione*
È stato rimesso in libertà il 66 enne avvocato Leonardo Digirolamo, Dirigente dell’area operativa legale della A.S.L. Bari, tratto in arresto tre settimane fa su decisione del G.I.P. presso il Tribunale di Bari Giulia Romanazzi su richiesta dei PP.MM. Emanuele De Maria, Teresa Iodice e Roberto Rossi per una serie di episodi di concorso in falso in atto pubblico commessi nell’ambito delle proprie funzioni in concorso con Lea Cosentino, Lonardelli Giuseppe, Eustacchio Nettis, Agostino Cirillo, Vito Mastrangelo e Stefano Pucci.
Lo ha deciso il Tribunale della Libertà di Bari (presidente Francesca La Malfa, relatore Mastrorilli) che ha accolto la richiesta di riesame avanzata dai difensori del Digirolamo Massimo Chiusolo e Daniela Castelluzzo, annullando per insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza le imputazioni cui ai capi C) e D) dell’ordinanza custodiale e disponendo, con riferimento alla residua condotta cui al capo B), la revoca degli arresti domiciliari e l’applicazione della misura della interdizione dai pubblici uffici per due mesi.
Sembra dunque perdere colpi il teorema accusatorio del processo sulla sanità pugliese in forza di questa decisione del Tribunale della Libertà, che non ha condiviso le tesi della Procura della Repubblica rappresentata anche in udienza collegialmente dai P.M. Emanuele De Maria, Teresa Iodice e Roberto Rossi,. Questi ultimi si erano fortemente battuti per al conferma della decisione del G.I.P. e avevano anzi appellato dinanzi lo stesso Tribunale l’ordinanza del G.I.P., chiedendo che nei confronti di tutti gli indagati fosse applicata la più grave misura della custodia in carcere, richiesta sulla quale il Tribunale si pronuncerà l’8 febbraio.
Il Tribunale, però, all’esito di un serrato confronto svoltosi in aula ha ritenuto meritevoli le ragioni della difesa, scarcerando l’Avv. Digirolamo.
* da barilive.it