La mobilitazione

Stop ai diplomati nella graduatorie, protestano i maestri

Manifestazione anche a Bari contro la decisione del Consiglio di Stato. Solidarietà dalla Regione

Attualità
Santeramo martedì 09 gennaio 2018
di La Redazione
Scuola
Scuola © nc

Alcune decine di insegnanti della scuola primaria e dell'infanzia hanno protestato anche a Bari contro la decisione del Consiglio di Stato di negare ai maestri precari, con diploma magistrale conseguito fino al 2001/02, di essere presenti nelle Graduatorie ad esaurimento.

Durante la protesta, organizzata dal sindacato Anief davanti alla sede dell'Ufficio scolastico regionale, è stato annunciato un ricorso in Cassazione da parte di circa 3.000 insegnanti.

Una delegazione ha incontrato il direttore generale Anna Cammalleri la quale «ha assicurato che si farà portavoce delle istanze dei precari», ha riferito all'Ansa il presidente regionale Anief Puglia, Pasquale Spinelli. «Sicuramente impugneremo in Cassazione la sentenza Consiglio di Stato e abbiamo già predisposto un ricorso alla Corte di Giustizia Europea e una petizione al Parlamento europeo», ha detto Spinelli. I ricorrenti pugliesi sono circa tremila, 600 dei quali precari.

Agli insegnanti giunge il messaggio di solidarietà dell'assessore regionale all'istruzione, Sebastiano Leo: «Capiamo le paure di chi credeva di essere finalmente uscito dal lungo cono d’ombra del precariato e adesso corre il rischio di vedersi nuovamente ricacciato in questa condizione. Sarebbe assurdo espellere dal sistema scolastico quei maestri e quelle maestre che con il proprio impegno hanno consentito il pieno funzionamento della scuola dell'infanzia e della scuola primaria e, dopo la recente sentenza del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali nelle graduatorie a esaurimento, corrono il rischio di ritrovarsi, come in un assurdo gioco dell’Oca, in una ritrovata condizione di precarietà o, addirittura, di incappare del licenziamento di massa».

«Intendo rivolgere un appello al ministro Valeria Fedeli - aggiunge Leo - affinché convochi immediatamente le parti e raccolga le istanze di questi docenti, individuando quanto prima una soluzione politica che, passando per l'aggiornamento del titolo e delle graduatorie e per il riconoscimento degli anni di servizio, possa consentire di mettere a punto un piano di stabilizzazione che apra a una prospettiva certa per questi docenti».

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