venerdì 17 agosto 2012 Attualità
Tutela e promozione della produzione pugliese

Agricoltura, dalla Puglia parte la battaglia contro l’Ue

Stefàno: “Assurdo il divieto di commercializzare le sementi tradizionali. Temiamo che possa divenire un salvacondotto per gli OGM”

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Dario Stefano.
- Dario Stefano. © n.c.

“Pronti a dar battaglia contro una ingiustizia che rischia di spazzare via millenni di civiltà contadina. La Puglia, patria della biodiversità, non può restare immobile. L’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Dario Stefàno,commenta la sentenza della Corte di Giustizia dell'UE, che ha sancito il divieto di commercializzare sementi di varietà tradizionali che non siano iscritte nel catalogo ufficiale europeo....

“Con questa decisione – spiega l’assessore Stefàno – viene meno la salvaguardia della varietà delle piante antiche, l'unica alternativa a sementi industriali ed OGM”.

L’iscrizione al catalogo ufficiale europeo, infatti, richiede un iter ed un lavoro lunghi anche fino a 12-15 anni ed un costo che può raggiungere anche il milione di euro. “E’ evidente che un agricoltore non può sobbarcarsi un onere di tale portata. E così l’antica pratica che ha permesso agli agricoltori di comprare e vendere sementi tradizionali, e dunque di tramandare le colture tipiche, quale risultato di millenni di selezione e di raffinata esperienza agricola, diviene reato. Ma rimane attività lecita per poche, grandissime, aziende produttrici di sementi industriali. Il timore è che questa sentenza possa divenire un salvacondotto per le colture geneticamente modificate.

“Altro aspetto strano della vicenda è che la decisione della Corte di Giustizia europea –prosegue Stefàno – va nella direzione opposta alla memoria del suo Avvocato Generale che rilevava come la registrazione obbligatoria di tutte le sementi nel catalogo ufficiale fosse una misura sproporzionata e violasse i principi della libertà di esercizio dell’attività economica, della non-discriminazione e della libera circolazione delle merci”.
Cosa fare? “Il mio primo obiettivo - annuncia Stefàno - sarà quello di capire qual è stata e quale intende essere la posizione del Mipaaf e del governo italiano. In qualità di coordinatore della Commissione Politiche agricole coinvolgerò subito i colleghi delle altre Regioni. Occorre subito attivare un lavoro con il Ministero per giungere a nuove norme di salvaguardia delle produzioni e delle agricolture tradizionali da parte del Parlamento europeo e della Commissione Agricoltura. Produzioni e agricolture che senza commercio delle sementi sparirebbero in brevissimo tempo”.

“È una battaglia di civiltà, prima ancora che politica – conclude Stefàno – se pensiamo al lavoro straordinario che è stato fatto nel segno delle colture tipiche, della biodiversità, delle produzioni tipiche, che oggi rappresentano il codice genetico e il vero scrigno dei nostri territori e delle nostre comunità. La sentenza della Corte europea, è un colpo letale alla nostra cultura. Segna non uno, ma mille passi indietro rispetto al lavoro compiuto dagli Stati membri sulla base delle norme UE per la valorizzazione delle produzioni di qualità,DOC, DOP, IGP e scardina la strategia italiana sulle produzioni tipiche e tradizionali.
Ma mette in crisi anche l'impianto della Politica Agricola Comunitaria attuale e post-2013 riguardante le specifiche misure agro-ambientali, che prevedono la tutela della biodiversità agraria”.

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1 Commento
il 17 agosto 2012 alle 12:54
IL FASCISTA
FUORI DA QUESTA EUROPA CRIMINALE! SUBITO!
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